Lupin III

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Lupin III (ルパン三世 Rupan Sansei?) è un manga ideato dal mangaka giapponese Monkey Punch (モンキー・パンチ Monkī Panchi?) nel 1967, liberamente ispirato ai romanzi sul ladro gentiluomo Arsène Lupin scritti da Maurice Leblanc. Dal manga sono stati tratti vari anime.

Storia

Lupin III debutta il 10 agosto 1967 sulle pagine di Weekly Manga Action, una rivista settimanale della Futabasha. Il suo autore è Kazuhiko Katō, un mangaka che diventerà famoso col nome d’arte di Monkey Punch. Katō non crea un personaggio ex novo, ma si rifà ad Arsenio Lupin, il protagonista dei racconti e romanzi di Maurice Leblanc, molto amato in Giappone. Il suo Lupin è il nipote del celebre ladro gentiluomo.

Il tratto di Monkey Punch è fresco, dinamico e accattivante; le storie che crea avvincenti, già in linea con quello che Lupin III diverrà in futuro. Per le ricorrenti allusioni sessuali, il manga è rivolto a un pubblico adulto, più precisamente agli universitari. Ma, esattamente per lo stesso motivo, è tra i liceali che suscita il maggior entusiasmo. La prima serie cartacea di Lupin III prosegue sino al maggio 1969. Due anni dopo inizia la pubblicazione della serie Shin bōken (“Nuove avventure”), che prosegue fino all’aprile 1972. Le due serie saranno poi raccolte in un’unica edizione di tankōbon e quindi saranno considerate entrambe come la “prima serie” di Lupin III.

Tra il 1975 e il 1976 Monkey Punch pubblica su Weekly Shōnen Action la serie di 18 episodi Rupan kozō (“Lupin apprendista”) e il 23 giugno 1977 inizia a uscire la seconda serie Shin Rupan Sansei (“Nuovo Lupin III”) su Weekly Manga Action, che raddoppia le sue vendite. La seconda serie si conclude quattro anni dopo, nel maggio del 1981.

Nell’episodio intitolato Kanketsuhen (“Capitolo finale”), Lupin, assieme ai suoi compagni, si ritrova su un isolotto deserto, che esplode davanti a un attonito Zenigata. A galla sull’acqua rimangono una fondina, una pistola, una spada e un reggiseno; ma potrebbe essere l’ennesima trovata di Lupin per coprire una delle sue fughe rocambolesche. Lo stesso Monkey Punch lascia aperto il finale, ventilando la vaga promessa di un seguito. Nel numero successivo di Weekly Manga Action appare un episodio a sorpresa, con un giovanissimo Lupin alle prese con Zenigata, già adulto ma sprovvisto dei suoi inconfondibili impermeabile e cappello.

Dopo la saltuaria pubblicazione di alcuni episodi, la terza serie di Lupin III esce su Weekly Manga Action solo nel 1997, intitolata semplicemente Lupin III, mentre compare con altri titoli nelle edizioni in tankōbon. Monkey Punch ne è solo il curatore: il disegno è del mangaka Shusay e i testi sono di Satosumi Takaguchi. La serie è composta di soli cinque episodi, che ricalcano l’anime televisivo. Il tratto è ispirato alla prima serie TV e al film Il Castello di Cagliostro.

Un’altra nuova serie dal titolo Lupin III Y, a cura di Masatsuki Yamakami, parte nel 1998 sempre su Weekly Manga Action e si conclude temporaneamente nel 2003. Caratteristica di Yamakami è il tratto simile alla seconda serie e il ricorso frequente a scene di nudo.

Dal 2004 è pubblicata la rivista trimestrale Rupan Sansei official Magazine, che nel 2009 riprende la pubblicazione della serie Lupin III Y e raccoglie articoli sull’universo di Lupin III e manga realizzati da diversi autori.

Nel 2013 è uscito sulla rivista Shōnen Sunday Super un manga diviso in tre capitoli intitolato Rupan Sansei VS Meitantei Conan (“Lupin III VS Detective Conan”), tratto dall’omonimo film per la televisione animato del 2009 che funge da crossover con la serie Detective Conan di Gōshō Aoyama. Esso è disegnato da Yutaka Abe e Denjirō Maru, autori anche di alcuni volumi di Detective Conan Special Cases, ed è pubblicato da Shogakukan, la casa editrice di Detective Conan, e non da Futabasha, quella di Lupin III.

Edizione italiana

La prima serie (comprese le Shin bōken) è pubblicata in Italia da Star Comics con l’etichetta Orion da settembre 2002 a settembre 2003 in 13 volumi, mancante di alcuni episodi.

La seconda serie (denominata in Giappone Shin Rupan Sansei) esce in Italia per Star Comics sulla testata Mitico da aprile 1994 a ottobre 1996 in 31 volumi contenenti 178 episodi sui 190 totali. I primi due volumi sono special, con l’etichetta Mitico e il titolo Le nuove avventure di Lupin III, mentre dal terzo volume sono numerati, con Mitico 1 corrispondente a Lupin III 1.

Vi sono anche fumetti di Lupin III realizzati in Italia. La prima storia, intitolata Alis Plaudo, scritta dai Kappa Boys e disegnata da Monkey Punch, esce su Kappa Magazine nº 22 dell’aprile 1994. In seguito la Kappa Edizionipubblica fumetti su Lupin III realizzati dai Kappa Boys e da altri autori italiani: il primo, intitolato Lupin III – Il violino degli Holmes è pubblicato nel novembre 1999, a cui segue una serie di 9 albi intitolata Lupin III Millennium, pubblicata fra il 2001 e il 2007.

Personaggi

Arsenio Lupin III

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Arsenio Lupin III.

Arsenio Lupin III (ルパン三世 Rupan Sansei?) è il protagonista della serie, un ladro dalle innumerevoli e incredibili abilità, ricercato dalla polizia di tutto il mondo.

Agile, fisico asciutto, maestro nei travestimenti, trasmette un’impressione di stupidità a chi non lo conosce, mentre è capace di ideare furti geniali. Il suo punto debole sono le belle donne: non può resistere al loro fascino, perdendo completamente la testa.

Nipote del celebre ladro francese Arsenio Lupin, ideatore del premio più ambito dai ladri del globo, il Lupin d’oro, Lupin III sembra nato in Giappone e avrebbe avuto tra i suoi antenati un umile contadino. Afferma però di «aver ricevuto il primo bagno nelle acque gelide della Senna»: questo lascia supporre che, almeno per quanto concerne la serie animata, Lupin sia francese.

Lupin III è un ladro “globale”, che realizza le sue imprese criminali tanto in Oriente, quanto nel vecchio continente, passando non poche volte per le Americhe, Stati Uniti in primis. Tokyo, Parigi, New York e Londra sono le abituali dimore della sua banda, che agisce dall’Egitto all’Alaska, dai Tropici all’India, dalla Cina alla Foresta Amazzonica.

Lupin III è allergico al polpo e la sua pistola preferita è una Walther P38,[1] che maneggia con un’abilità inferiore solo a quella di Jigen. Guida solitamente una Mercedes-Benz SSK del 1928, forse appartenuta anche ad Adolf Hitler, che era in grado di raggiungere i 300 km/h: sembra che Lupin l’abbia modificata dotandola di un motore Ferrari[2]. Lo si trova anche al volante di una versione ancora più sportiva, la Mercedes SSKL (dove L sta per leicht, leggero), di una scattante Fiat Nuova 500[3], di una Morgan 4/4 del 1976, di una Fiat 500 del 2007 (solo nell’OAV Lupin III – GREEN vs RED) o di una Alfa Romeo 6C (solo nel film Lupin Terzo vs. Detective Conan – Il film).

Prima apparizione: Capitolo 1

Daisuke Jigen

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Daisuke Jigen.

Daisuke Jigen (次元大介 Jigen Daisuke?) è un pistolero fenomenale, che non manca mai di tenere tra le labbra un mozzicone spento di sigaretta.

Taciturno, accanito fumatore e bevitore, sospettoso nei confronti delle donne, ma non totalmente immune al loro fascino, Jigen è un pistolero estremamente rapido e con una mira assolutamente infallibile. Con la sua potenterivoltella Smith & Wesson M19 Combat Magnum spara «prontamente, efficacemente e a caso» senza sbagliare mai.

Afferma di aver imparato a sparare da un italiano di nome Giovanni Ignoto, famoso ladro dello stivale. Per il personaggio di Jigen, Monkey Punch si è ispirato a James Coburn nel film I magnifici sette.[4] Il suo genere di musica preferito è il jazz.

Jigen è anche un esperto nel corpo a corpo, esperto di esplosivi e di armi bianche.

Prima apparizione: Capitolo 7

Goemon Ishikawa XIII

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Goemon Ishikawa XIII.

Goemon Ishikawa (石川五ェ門 Ishikawa Goemon?) è un abile samurai, discendente da un’antica dinastia di samurai dedita al furto. Calmo, riflessivo, diffidente verso le donne (che comunque lo attraggono), shintoista, ascolta unicamente musica tradizionale giapponese e mangia solo piatti della cucina tradizionale giapponese.

La sua katana ( animato), chiamata Zantetsu-ken (in italiano spada che taglia il ferro, tradotto anche in nagashirobi), ereditata dai suoi padri, è capace di tagliare qualsiasi materiale con estrema facilità, tranne il marzapane(nella serie si fa riferimento al morbido konnyaku). La sua lama, nei cui riflessi Goemon coglie i cattivi presagi, è probabilmente costituita di un metallo estratto da un meteorite e inesistente sulla Terra, e si mantiene sempre al di sopra di una certa temperatura: anche in pieno inverno, dopo un lungo periodo di inutilizzo, è in grado di sciogliere i fiocchi di neve che le cadono sopra.

Goemon maneggia la sua katana con incredibile maestria, con tale precisione e velocità da riuscire a fermare o tagliare i proiettili. Lo stile di combattimento di Goemon si chiama iaijutsu e si differenzia dal kenjutsu per il fatto che la spada viene sguainata solo nel momento del suo uso.[5] Goemon è anche un maestro di Karate, judo e Aikido.

Per il personaggio di Goemon, Monkey Punch si è ispirato al ladro giapponese Goemon Ishikawa, vissuto alla fine dell’Era medievale (secolo XVI), del quale è il tredicesimo discendente. Per alcuni aspetti, il personaggio di Goemon è ispirato a quello di Kyuzo (久蔵 Kyūzō?) del film di Akira Kurosawa I sette Samurai (1954), interpretato da Seiji Miyaguchi.

Fujiko Mine

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fujiko Mine.

Fujiko Mine (峰不二子 Mine Fujiko?, Margot nella versione italiana della seconda serie televisiva) è una giovane e bella avventuriera, dotata di notevole fascino e forza, egocentrica e scaltra, che persegue principalmente il proprio tornaconto.

Fujiko sfrutta la sua bellezza e il suo talento per accumulare ricchezza, tramite il furto di denaro e preziosi. Truffatrice e doppiogiochista, approfitta di Lupin, che la ama follemente e sarebbe disposto anche a morire per lei, per ottenere il suo aiuto, salvo poi prontamente scaricarlo con disinvoltura. Spesso i suoi piani falliscono e riceve sonore lezioni dallo stesso Lupin, che però ricade costantemente nelle sue lusinghe, esasperando Jigen e Goemon.

Il suo profumo preferito è lo Chanel n°5; guida una Kawasaki, due Harley-Davidson e un’Austin Mini. Il cognome Mine significa “picco della montagna”, un gioco di parole che allude al suo seno procace, come il nome Fujiko, che in italiano potrebbe tradursi con “cime Gemelle”. In alcuni special TV è bionda invece che castana.

Prima apparizione: Capitolo 3

Koichi Zenigata

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Koichi Zenigata.

Koichi Zenigata (銭形幸一 Zenigata Kōichi?) è l’antagonista principale della serie. Ispettore (警部 keibu?) dell’Interpol, è l’acerrimo rivale di Lupin: lo insegue da decenni, ma non è mai stato capace di tenerlo in prigione a lungo. Assicurare Lupin alla giustizia in una sfida leale è l’unico scopo fondamentale della sua vita.

Dapprima membro della Polizia Metropolitana di Tokyo, quindi ispettore capo dell’ICPO, Koichi Zenigata è goffo, sfortunato, oltremodo onesto e rispettoso della legge. Insegue Lupin da talmente tanto tempo e in tutti gli angoli del mondo, che ormai non può fare a meno di lui. È consapevole che, se riuscisse ad acciuffarlo, verrebbe meno la principale spinta vitale della sua esistenza: la sua è però una caccia destinata a essere infruttuosamente eterna. Lupin, infatti, dopo averlo puntualmente coinvolto in una delle sue avventure, riesce immancabilmente a sfuggirgli. Zenigata è un esperto pugile ed è una cintura nera di judo.

Nei manga di Monkey Punch, nella quarta serie televisiva e in parte nei primi episodi della prima serie televisiva, Zenigata appare più astuto, meno impacciato e meno legato a principi morali, non esitando a cercare di uccidere Lupin o ad avere rapporti sessuali con Fujiko per sfruttarla a proprio vantaggio.

Lupin lo chiama affettuosamente “paparino”, “papà Zenigata” o “Zazà” (Tottsan, in giapponese). Il suo nome deriva da Heiji Zenigata, personaggio creato dalla scrittore Kodō Nomura, che arrestava i nemici lanciando monete, proprio come fa Zenigata con le manette.

Prima apparizione: Capitolo 1

Animazione

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lupin III (anime).

La produzione animata su Lupin III è senza precedenti. Dal suo debutto televisivo nel 1971 il successo non è mai venuto meno: le sue avventure continuano a essere replicate sui canali televisivi e si pubblicano DVD un po’ in tutto il mondo. Soprattutto in Giappone Lupin è un vero e proprio cult e le nuove produzioni non sono mai cessate.

In Italia sono state realizzate due versioni animate, Planet 0 – Tribute to Lupin III[6] (1990) e Lupin against Tina[7] (1996), entrambe firmate da Mario Verger,[8] andate in onda in Blob e Fuori Orario su Raitre.

Colpa delle stelle

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Hazel Grace Lancaster è una sedicenne affetta da cancro, obbligata dai genitori a frequentare un gruppo di supporto. Qui incontra e si innamora del diciassettenne Augustus Waters, soprannominato “Gus”, ex giocatore di basket con una gamba amputata a causa di un tumore alle ossa ritenuto tuttavia sconfitto. La passione comune per il romanzo Un’imperiale afflizione li porta ad Amsterdam, dove incontrano l’autore, Peter Van Houten, ormai alcolizzato. Là Augustus rivela a Hazel di essere nel corso di una grave ricaduta diagnosticata da una recente PET. Il romanzo si chiude con la descrizione delle ultime settimane di vita e infine della morte del ragazzo, del dolore di Hazel e delle rispettive famiglie, ma anche con nuovi sviluppi del difficile rapporto dei ragazzi con Van Houten.

Steve Jobs

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Steven Paul Jobs, più noto come Steve Jobs (San Francisco, 24 febbraio 1955Palo Alto, 5 ottobre 2011), è stato un informatico, produttore cinematografico, imprenditore e inventorestatunitense.[1]

È stato fondatore di Apple Inc. e ne è stato amministratore delegato fino al 24 agosto 2011, quando si è dimesso per motivi di salute (assumendo la carica di presidente del consiglio di amministrazione). Ha fondato anche la società NeXT Computer. È stato inoltre amministratore delegato di Pixar Animation Studios prima dell’acquisto da parte della Walt Disney Company, della quale era inoltre membro del consiglio di amministrazione oltre che maggiore azionista.

È noto per avere introdotto al grande pubblico il primo personal computer dotato di mouse (chiamato Apple Lisa) e per prodotti di successo come Macintosh, iMac, iPod, iPhone e iPad. È stato tra i primi a intuire la potenzialità del mouse e dell’interfaccia a icone[2] presenti sui Xerox Star ideando il Macintosh. Jobs è stato classificato primo tra i 25 uomini d’affari più potenti per il 2007 da Fortune[3] e persona dell’anno 2010 dal Financial Times.[4]

Biografia

(EN)« Your time is limited, so don’t waste it living someone else’s life. Stay hungry, stay foolish, because only those who are crazy enough to think they can change the world they really change it » (IT)« Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Siate affamati, siate folli, perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero »
(Steve Jobs, 2005[5])

Nato da madre svizzera (Joanne Carole Schieble) e padre siriano (Abdulfattah “John” Jandali, uno studente che sarebbe diventato più tardi professore di scienze politiche), Steve non fu cresciuto dai suoi genitori naturali, ma fu dato in adozione appena nato. Fu adottato da Paul e Clara Jobs, residenti a Mountain View, nella contea di Santa Clara, in California. Il padre adottivo all’epoca faceva il meccanico per auto e la madre adottiva era contabile. Steve ha una sorella biologica più giovane Mona Simpson, scrittrice di successo.[6] I genitori adottivi battezzarono Steve e lo educarono alla fede cristiana luterana.[7]

Nel 1972 Jobs si diplomò all’istituto Homestead di Cupertino, in California, successivamente si iscrisse al Reed College di Portland (Oregon), ma abbandonò l’università dopo appena un semestre.

Carriera

Nel 1974 era alla Atari e insieme al suo amico Steve Wozniak, al tempo alle dipendenze dell’Hewlett-Packard, lavorò alla prima versione del circuiteria del videogioco Breakout. Successivamente i due decisero di mettersi in proprio, fondando la Apple Computer il 1º aprile del 1976. Per finanziarsi, Jobs vendette il suo pulmino Volkswagen e Wozniak la propria calcolatrice. Apple fu fondata insieme a Ronald Wayne, che Jobs aveva conosciuto presso Atari: Wayne lasciò però quasi subito la società, non appena Apple ricevette la prima commessa (rinunciando a una partecipazione azionaria del 10% che oggi avrebbe un valore di oltre 2,6 miliardi di dollari[8]). La prima sede della nuova società fu il garage dei genitori di Jobs:[9] qui lavorarono al loro primo computer, l’Apple I, inizialmente venduto ai membri dell’Homebrew Computer Club. Successivamente ottennero un finanziamento dall’industrialeMike Markkula, che versò nelle casse della società la somma di 250.000 dollari, ottenendo in cambio un terzo di Apple.

Nel 1977 Jobs e Wozniak lanciarono l’Apple II. Le vendite toccarono il milione di dollari. Il 12 dicembre 1980 Apple venne quotata in Borsa e dopo pochi giorni valeva 256 milioni di dollari. Alla fine di dicembre era valutata 1,79 miliardi di dollari.[8] Jobs con l’aiuto di Bill Atkinson riuscì a convincere, in cambio di una quota azionaria di Apple, il PARC (Palo Alto Research Center) a mostrargli l’interfaccia grafica da loro progettata. Atkinson e i suoi ingegneri introdussero significative migliorie al progetto, nonché alla parte hardware come il mouse, che furono utilizzate nello sviluppo dell’Apple Lisa (primo computer al mondo nella grande distribuzione dotato di serie di interfaccia grafica e mouse), e in seguito il 24 gennaio 1984 Apple produsse un personal computer compatto e dotato di un nuovo sistema operativo a interfaccia grafica: l’Apple Macintosh. Dotato di icone, finestre e menù a tendina, il Mac accese l’interesse del pubblico.

Nonostante l’indubbia superiorità rispetto agli altri computer in offerta sul mercato, le vendite del Macintosh non raggiunsero i livelli attesi. Jobs puntò il dito contro John Sculley, l’amministratore delegato, chiamato alla Apple l’anno prima da lui stesso. Nell’aprile 1985, dopo la pubblicazione dei dati ufficiali di vendita del primo anno di Macintosh (le vendite si erano fermate a un decimo di quanto preventivato), Jobs e Sculley vennero allo scontro, ciascuno attribuendo all’altro la responsabilità del mancato successo. Sculley pose il consiglio d’amministrazione di fronte all’alternativa “o me o lui”. Il consiglio si schierò dalla sua parte.

Il 31 maggio, in seguito a una riorganizzazione manageriale i poteri di Jobs furono notevolmente ridotti: gli furono tolte le cariche di vicepresidente e di direttore generale della divisione Mac. Considerando di “non avere niente da fare”,[10] Jobs intraprese alcuni viaggi in Europa e Unione Sovietica per promuovere i computer Apple. In settembre comunicò al consiglio le proprie dimissioni irrevocabili.[11]

Uscito da Apple, Jobs decise, all’età di trent’anni, di ripartire da capo: fondò una nuova compagnia, la NeXT Computer, con l’obiettivo di avviare una nuova rivoluzione tecnologica. Apple intentò una causa legale all’ex-fondatore per cercare di bloccare la sua iniziativa. Le due parti raggiunsero un accordo extra giudiziale: Jobs accettò un ridimensionamento dei suoi obiettivi (si impegnò a non assumere personale proveniente dalla Apple) e concesse alla sua ex-azienda il diritto di verificare ogni nuovo prodotto NeXT prima dell’uscita sul mercato.[12]

Nel 1986 acquistò la Pixar dalla Lucas Films, una casa di produzione cinematografica con l’ambizione di realizzare unicamente animazioni computerizzate. La NeXT produsse computer migliori e tecnologicamente più avanzati dei concorrenti, ma con prezzi più alti e non riuscì a imporsi sulla concorrenza, anche a causa della comparsa sul mercato di computer economici “cloni” dei PC IBM.

La Pixar si concentrò sulla produzione di lungometraggi al computer, riuscendo a sfondare nel 1995 con la produzione di Toy Story – Il mondo dei giocattoli, primo film d’animazione realizzato completamente in computer grafica 3D. Seguì un altro successo planetario con il film A Bug’s Life.

Nel 1996 la Apple Computer era in crisi; il sistema operativo Mac OS, montato sulle macchine Apple, era ormai datato e l’azienda aveva necessità di cambiare e offrire qualcosa di nuovo sul mercato. L’azienda decise pertanto di acquistare una software house che disponesse di un moderno sistema operativo, da adattare succesivamente a macchine con architetturaPowerPC. All’inizio la società pensò all’acquisizione della Be Inc., azienda fondata da due transfughi della Apple: il maggior candidato a diventare il nuovo sistema operativo di Apple sembrava quindi essere il BeOS, di cui era già in corso la portabilità per l’architettura Power PC. In seguito, la Apple computer contattò Steve Jobs. Jobs in cambio chiese che la Apple acquisisse la NeXT (in grave crisi) e l’affare andò in porto. Il NeXTSTEP, sistema operativo della NeXT, divenne la base di quello che fu il futuro OS di Apple, il Mac OS X, mentre lo sviluppo del vecchio Mac OS terminò con la versione 9.2.

Nel 1997, dopo risultati commerciali altalenanti, l’amministratore delegato di Apple Gil Amelio venne allontanato e Jobs assunse nuovamente la carica di CEO ad interim, ma senza stipendio (scherzosamente veniva chiamato iCEO; ricevendo la cifra simbolica di 1 dollaro all’anno). La sua mansione peraltro ha comportato diversi premi di produzione tra i quali un jet privato da 90 milioni di dollari (1999), e poco meno di 30 milioni di dollari in azioni (20002002).

Nel quadro del programma con cui intendeva risollevare le sorti della società, Jobs negoziò un accordo epocale col rivale storico Microsoft.[13] Lo scopo principale era che l’azienda di Bill Gates continuasse lo sviluppo per il sistema operativo della Apple degli applicativi Microsoft Word ed Excel. Questi programmi nella loro prima versione con interfaccia grafica erano nati su Mac nel 1984-’85 con un’esclusiva Apple per due anni, ma poi vennero sviluppati per Windows solo nel 1989. La concessione a Microsoft degli elementi dell’interfaccia grafica dei Mac per quello sviluppo, firmata da John Sculley, era stata all’origine delle cause legali, ancora in corso, intentate da Apple a Microsoft per il furto del look and feel del System 7 (nome che nel 1997 divenne Mac OS). Ad esse Jobs pose fine ottenendo che Gates sottoscrivesse 150 milioni di dollari in azioni AAPL senza diritto di voto in assemblea. Come contropartita Apple per 5 anni dovette dotare i Mac del browser di default Microsoft Explorer Macintosh Edition.

Jobs impose una rivoluzione aziendale decidendo la cancellazione di decine di progetti di prodotto (ne restarono sostanzialmente quattro) e il licenziamento di circa tremila dipendenti in un anno. La situazione della Apple, che a fine 1997 registrava un miliardo e quaranta milioni di dollari di perdite, migliorò sensibilmente con un utile a fine 1998 di oltre 309 milioni di dollari.[8]

Mentre lo sviluppo di Mac OS X era ancora in corso, Jobs lanciò l’iMac, un fortunatissimo modello di personal computer all-in-one, cioè comprendente schermo e le altre componenti nello stesso telaio del computer, riducendo notevolmente l’ingombro sulla scrivania, rientrando nel mercato dei prodotti di massa. Fino ad allora la Apple si era accontentata di dominare due mercati di nicchia, quello della progettazione grafica e della musica, isolandosi dal mondo IBM.

Il 2001 fu l’anno del lancio ufficiale del sistema operativo Mac OS X, basato sul NeXTSTEP, che come questo utilizza un kernel Unix. Col Mac OS X, Apple consolidò la propria quota di mercato. Mac OS X da allora è stato costantemente aggiornato e migliorato ed è stato commercializzato in numerose versioni successive ognuna presentato con significative innovazioni.

Nello stesso anno Jobs aprì il primo Apple Store, al secondo piano del Tysons Corner Center in Virginia, un negozio destinato esclusivamente alla vendita di prodotti Apple. L’esperimento, accolto con scetticismo, si rivelò un successo e ad agosto 2015 i negozi aperti in tutto il mondo erano ben 458.

Quasi contemporaneamente al lancio del nuovo sistema operativo e del nuovo computer, Jobs decise anche di lanciarsi nel settore della musica digitale con l’iPod, un lettore digitale di musica avanzato presentato il 21 ottobre 2001, e iTunes, un software attraverso cui è possibile ascoltare musica e acquistarla attraverso il servizio online iTunes Music Store, che stabilì ben presto un primato di vendite e fu riscritto in seguito anche per il sistema operativo Microsoft Windows per aumentarne ulteriormente la diffusione. Nel 2011 l’iPod è il lettore multimediale più venduto al mondo, con una quota di mercato superiore all’80%, mentre iTunes Store è il mercato digitale più usato al mondo, con 10 miliardi di brani venduti.[14] Per significare lo spostamento del principale ramo d’azienda (core business) dal mercato dei computer a quello più generale del multimedia, Jobs decise di rinominare la Apple Computer Inc. chiamandola semplicemente Apple Inc.

Dopo un battage pubblicitario durato vari mesi, il 29 giugno 2007 Apple mise in commercio una nuovo prodotto, l’iPhone, uno smartphone con un unico tasto e col quale si interagisce tramite lo schermo multi-touch, comprendente anche le funzioni di navigazione Internet tramite Wi-Fi (come un PC notebook), fotocamera, lettore di file multimediali (audio, video, immagini). Con l’introduzione di tale prodotto, Steve Jobs pose le basi per l’ingresso di Apple nel settore della telefonia mobile. Nei primi 200 giorni di vendita, l’iPhone conquistò il 19% del mercato degli smartphone con 4 milioni di unità vendute.[15] Secondo un sondaggio di comScore del gennaio 2014, Apple nel 2013 risulta la prima produttrice di smartphone negli Stati Uniti, sebbene il sistema operativo più diffuso sia Android.[16] A livello europeo, secondo un sondaggio di aprile 2014 condotto da Kantar sulle vendite di smartphone, Apple ha una quota del 17,5%, ovvero è seconda solo ad Android che ha una quota del 72,4%.[17]

Il 27 gennaio 2010 Jobs, alla conferenza Apple allo Yerba Buena Center for the Arts Theater di San Francisco, dopo un’attesa reclamata a più voci da fan e mass media, presentò il primo tablet computer targato Apple: l’iPad, raccogliendo il successo dell’iPhone, introducendo l’iBook Store e proponendo di fatto l’iPad come gestore e visualizzatore di libri e contenuti cartacei.

Con la guida di Jobs, la Apple ha continuato a produrre e commercializzare Mac OS X, Mac, iPod, iPhone e iPad, prodotti che portarono l’azienda a divenire un punto di riferimento nel campo dell’elettronica di consumo.

Vita privata

La prima figlia di Jobs, Lisa Brennan-Jobs, nacque nel 1978 dalla relazione con la partner Chris Ann Brennan, una pittrice della Bay Area di San Francisco. Egli inizialmente si rifiutò di riconoscerla, sostenendo che non poteva esserne il padre in quanto sterile, e la riconobbe come figlia solo nel 1986.

Nel marzo 1991 si sposò con Laurene Powell, con una cerimonia officiata da un monaco buddhista. Dal matrimonio sono nati Reed, nel settembre 1991, Erin nel 1995 e Eve nel 1998.

Steve Jobs guidava una Mercedes SL55 AMG senza targa, poiché sfruttava una legge della California che permette ai proprietari di nuovi veicoli di circolare senza, per un massimo di sei mesi, nell’attesa di riceverla e montarla; Jobs, d’accordo con la società di leasing, prendeva un SL55 AMG nuova ogni sei mesi.[18]

Jobs ha sempre ammesso di aver assunto varie sostanze stupefacenti durante la sua vita e ha parlato dell’LSD come una delle esperienze più incredibili mai vissute.[19]

La malattia e la morte

Dopo aver scoperto nel 2003 di essere affetto da una rara forma di tumore maligno al pancreas, meno aggressivo della forma più comune[20] sviluppatosi nei 9 mesi precedenti apparentemente senza sintomi, venne sottoposto a duodenocefalopancreatectomia per la rimozione del cancro. A causa della malattia, Jobs sviluppò il diabete di tipo uno. Lasciò quindi temporaneamente l’incarico di amministratore delegato di Apple a Tim Cook (per due mesi, e in seguito per altri 6 mesi nel 2009).

Nel 2009 vennero divulgate notizie contrastanti sulla salute di Steve Jobs, a causa anche della sua assenza annunciata al Macworld Conference & Expo di gennaio. Il 20 giugno 2009 uscì un articolo sul sito internet del Wall Street Journal in cui spiegava che nel corso del mese di aprile 2009 aveva subito un trapianto di fegato nel Tennessee e che le sua condizioni di salute erano buone. Apple Inc. confermò il suo rientro per la fine del mese di giugno 2009.[21]

Durante questo periodo Steve Jobs non salì sul palco del Moscone Center di San Francisco a presentare nuovi prodotti per ben due volte. La prima il 6 gennaio in occasione dell’ultima partecipazione di Apple al MacWorld Trade Show della casa editrice IDG, la seconda l’8 giugno per la WWDC 2009. In entrambi i casi sul palco salì Phil Schiller, vice presidente per il product marketing a livello mondiale, per presentare tra gli altri i nuovi pacchetti iLife e iWork, il nuovo iPhone 3Gs e il rinnovo della linea MacBook Pro. Il 9 settembre 2009 Steve Jobs tornò sul palco per presentare il rinnovo dell’intera gamma di iPod.

Il 17 gennaio 2011 Apple annunciò che Steve Jobs aveva richiesto un nuovo congedo medico, precisando che Jobs rimaneva CEO di Apple, continuando a occuparsi delle principali questioni strategiche ma sostituito per le questioni di tutti i giorni da Tim Cook, il COO di Apple.[22] Il 2 marzo 2011, in occasione dell’evento di presentazione dell’iPad 2, comparve sul palco a sorpresa.

Il 24 agosto 2011 si dimise da amministratore delegato di Apple annunciando di voler chiedere al Consiglio di Amministrazione la conferma di Tim Cook come suo successore e nuovo CEO di Apple.[23][24]

La notizia della sua morte avvenuta nella sua casa a Palo Alto in California il 5 ottobre 2011, a 56 anni, a causa di una recrudescenza del carcinoma con conseguente arresto respiratorio, venne dato dalla Apple con una sentita dichiarazione. Jobs riposa nell’Alta Mesa Memorial Park di Palo Alto, assieme ad altri imprenditori della tecnologia, come il co-fondatore di HP David Packard e l’ingegnere Lewis Terman, con i quali Jobs lavorò per alcuni mesi estivi come dipendente all’età di 13 anni.

Molte persone note negli Stati Uniti hanno rilasciato dichiarazioni sulla morte di Steve Jobs, fra cui il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il fondatore di Microsoft Bill Gates, Bob Iger della Walt Disney Company, il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, Sergey Brin e Larry Page, fondatori di Google. Tim Cook, CEO di Apple, Meg Whitman, presidente e amministatore delegato di HP, Steve Ballmer, CEO di Microsoft, Choi Gee-Sung, CEO di Samsung, Peter Chou, CEO di HTC Co., Shantanu Narayen, presidente e CEO di Adobe System Inc. e Jong-Seok Park, presidente e CEO di LG Electronics.

Di altro tenore le dichiarazioni di Richard Stallman che ha affermato che «nessuno merita di dover morire […] ma tutti ci meritiamo la fine dell’influenza maligna di Jobs sul computing» e ha definito Jobs «il pioniere del computer inteso come prigione tranquilla, progettato per separare gli stolti dalla propria libertà».[25][26]

Il 12 febbraio 2012, la National Academy of Recording Arts and Sciences in occasione della consegna dei Grammy Awards ha insignito Steve Jobs di un riconoscimento postumo “per aver contribuito a creare prodotti e tecnologie che hanno trasformato il modo di ascoltare la musica, vedere i film, la televisione e leggere i libri”.[27]

Il consiglio cittadino di Jundiaí ha confermato di aver dedicato una strada a Jobs.[28]

R.E.M.

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I R.E.M. sono stati un gruppo rock statunitense attivo dal 1980 al 2011.[2]

Formatosi ad Athens (Georgia) il 5 aprile 1980 (data riconosciuta dalla stessa band come atto di fondazione vera e propria del gruppo, che provava assieme sotto diversi nomi già dal1979), la sigla R.E.M. sta per rapid eye movement, la fase del sonno in cui si sogna; i componenti del gruppo scelsero tale nome anche perché “suonava bene”. La pronuncia inglese è lettera per lettera (/ɑː iː ɛm/), ma in italiano viene generalmente pronunciata come acronimo (“rèm”).

Nell’arco degli ultimi 25 anni, i R.E.M. sono stati riconosciuti come uno dei gruppi più importanti per la definizione dell’estetica della musica underground e indie degli Stati Uniti.[3] La loro influenza, infatti, si estende ancora oggi su moltissime formazioni, etichette e scene musicali.[4]

Il gruppo ha virtualmente definito l’espressione “rock alternativo” degli anni ottanta (college rock)[5], dimostrando alle stazioni radio, un po’ alla volta, che trasmettere brani con prevalente uso delle chitarre non era una cosa negativa.[6]

Nella loro trentennale carriera hanno venduto all’incirca 85 milioni di dischi.[7]

Storia del gruppo

Formazione (1980-1982)

I R.E.M. si formano all’università della Georgia ad Athens nel 1980. Il cantante Michael Stipe e il chitarrista Peter Buck scoprono di avere interessi musicali molto simili, e iniziano quindi a lavorare insieme, coinvolgendo anche il bassista Mike Mills e il batterista Bill Berry. Nell’aprile del 1980 il gruppo nasce con il nome Twisted Kites per suonare alla festa del ventesimo compleanno della loro amica Kathleen O’Brien, festa durante la quale eseguono numerose cover di gruppi garage, psichedelici e punk. Durante l’estate il gruppo cambia denominazione, adottando in maniera definitiva il nome R.E.M. Nello stesso periodo il gruppo incontra Jefferson Holt, che diventerà il loro manager dopo averli visti nel loro primo concerto fuori dalla Georgia, nella Carolina del Nord. Alla fine i quattro lasciano l’università per concentrarsi sulla loro carriera musicale.

Durante il successivo anno e mezzo il gruppo fece molte esibizioni dal vivo nel sud degli Stati Uniti, suonando cover garage rock e pezzi di propria composizione. Il gruppo iniziò in questo modo a formare il proprio stile. Peter Buck sviluppò il suono esclusivo dei suoi arpeggi, e Michael Stipe affinò i suoi testi criptici. Nell’estate del 1981, i R.E.M. registrano il loro primo singolo, Radio Free Europe, ai Mitch Easter’s Drive-In Studios. Pubblicato dalla locale etichetta indipendente Hib-Tone, Radio Free Europe fu stampato in mille copie. Il singolo diventò un successo nelle “college radio” e raggiunse la prima posizione nella classifica di fine anno del settimanale di New YorkVillage Voice, nella sezione “Best Independent Singles”. Il loro suono country/folk incontrava una linea di basso grintosa e un’urgenza che ricordava il gruppo The Who nella loro primordiale fase mod. Oltre al suono si aggiunga anche la particolare voce di Stipe e i suoi testi indecifrabili, così da definire il suono del gruppo unico nel periodo post-punk dei primi anni ottanta.

Gli anni della I.R.S. (1982-1987)

Il gruppo registrò il suo primo EP, Chronic Town, nell’ottobre del 1981 con Mitch Easter come produttore. Il disco doveva essere la seconda pubblicazione dell’etichetta locale Hib-Tone[8], ma la I.R.S. Records entrò in possesso di un demo delle prime sessioni di registrazione[9], e offrì loro un contratto. I R.E.M. rifiutarono le offerte della major RCA Records e firmarono il contratto con la I.R.S. nel maggio 1982. Chronic Town venne pubblicato nell’agosto dello stesso anno come prima pubblicazione statunitense della casa discografica[10]. Il disco ebbe una buona recensione sulle pagine del NME che lodava l’aura di mistero che circondava le canzoni[11].

La I.R.S. propose al gruppo come produttore per l’album di debutto Stephen Hague. L’enfasi che Hague metteva nella ricerca della perfezione tecnica lasciò il gruppo insoddisfatto, portando i componenti a chiedere alla I.R.S. di ritornare a registrare con Mitch Easter come produttore[12]. La casa discografica accordò una sessione di prova, ed il gruppo si recò negli studi di Easter nella Carolina del Nord per registrare il pezzo Pilgrimage. Oltre a Easter partecipò al processo di produzione del brano anche Don Dixon. Dopo l’ascolto del pezzo, la I.R.S. permise al gruppo di registrare l’album con Easter e Dixon come produttori[13]. Vista l’esperienza negativa con Hague, il gruppo registrò l’album rifiutando di inserire assoli di chitarra o di utilizzare sintetizzatori, per riuscire a dare al disco un “feeling” senza tempo[14]. L’album, dal titolo Murmur, venne pubblicato nel 1983, e fu uno dei dischi più apprezzati dalla critica musicale in tutta la storia della musica. Sebbene supportato dalle radio universitarie, non ebbe un grandissimo successo commerciale. Infatti all’epoca vennero vendute solo 200.000 copie, e il manager della I.R.S. Jay Boberg affermò che il risultato era al di sotto delle aspettative[15]. Fu comunque riconosciuto dalla rivista Rolling Stone come il migliore album dell’anno[16], davanti ad album storici come Thriller di Michael Jackson. Murmur raggiunse la posizione 36 delle classifiche di Billboard[17]. Una nuova versione di Radio Free Europe fu il singolo principale tratto dall’album, e raggiunse la posizione 78 delle classifiche dei singoli di Billboard nel 1983.

Il gruppo fece la sua prima apparizione televisiva nel programma Late Night with David Letterman nell’ottobre del 1983[18] durante la quale eseguì una nuova canzone senza titolo[19]. Il brano, che prese poi il titolo di So. Central Rain (I’m Sorry), divenne il primo singolo del secondo album, Reckoning, del 1984, che venne registrato sempre con Easter e Dixon come produttori in sole due settimane. L’album verrà apprezzato dalla critica, e il giornalista Mat Snow del NME scriverà che Reckoning “conferma i R.E.M. come uno dei più belli ed eccitanti gruppi del pianeta”[20]. Verso la fine del 1983 il gruppo partì per il suo primo tour in Europa. Reckoning si piazzerà alla posizione 27 nelle classifiche degli album statunitensi (un piazzamento non comune per un gruppo college rock per il periodo), mentre lo scarso airplay e la pessima distribuzione porterà l’album solamente alla posizione 91 inInghilterra[17].

Il terzo album della band, Fables of the Reconstruction (1985), mostrò un cambio di direzione. Al posto di Dixon e Easter, i R.E.M. scelsero come produttore Joe Boyd, che aveva lavorato con i Fairport Convention e Nick Drake, per registrare l’album in Inghilterra. I membri della band trovarono le sessioni inaspettatamente problematiche, e patirono il freddo e piovoso clima invernale;[21] questa situazione portò la band sull’orlo dello scioglimento.[22]L’atmosfera un po’ cupa e malinconica che pervadeva le sessioni finì per influenzare l’album stesso. Per i suoi testi, Stipe cominciò a creare delle linee narrative alla maniera della mitologia del sud degli Stati Uniti, osservando in una intervista del 1985 di essersi ispirato “all’idea degli anziani seduti intorno al fuoco, tramandando … favole e leggende ai nipotini”.[23] Fables of the Reconstruction divenne l’album più venduto in America della storia della I.R.S. fino a quel momento. Tuttavia, l’album ebbe poco successo in Europa e il responso della critica non unanime, con alcuni critici che trovarono l’album tetro e prodotto in modo mediocre.[24] Come nel caso degli album precedenti, i singoli di Fables of the Reconstruction vennero per lo più ignorati dalle radio di maggior diffusione. Nel frattempo, la I.R.S. stava diventando insoddisfatta dalla difficoltà della band nel raggiungere un vasto successo commerciale.[25]

Per il loro quarto album, i R.E.M. arruolarono Don Gehman, il produttore di John Mellencamp’s. Il risultato, Lifes Rich Pageant (1986), risultò più accessibile agli ascoltatori al di fuori delle college radio, con la voce di Stipe più in primo piano. In una intervista del 1986 con il Chicago Tribune, Peter Buck osservò che “Michael sta migliorando in quello che sta facendo, acquista sempre più sicurezza. E penso che questo si rifletta nel maggior risalto della sua voce.”[26] L’album superò sensibilmente le vendite di Fables of the Reconstruction e riuscì a raggiungere il numero 21 nella classifica delle vendite Billboard, mentre il singolo Fall on Me ebbe un buon supporto dalle radio commerciali.[27] L’album fu il primo della band a raggiungere il disco d’oro superando le 500.000 copie vendute.[28] Anche se le college radio americane rimanevano il principale sostegno dei R.E.M., il gruppo stava cominciando ad avere successo anche nei principali formati commerciali; ciò nonostante, la loro musica non riusciva ancora a sfondare presso le emittenti radiofoniche più diffuse.[29] Sulla scia del successo di Lifes Rich Pageant, la I.R.S. pubblicò Dead Letter Office, una compilation di canzoni registrate dalla band durante le sessioni di registrazione dei loro album, molte delle quali erano state già pubblicate come B-side e alcune inedite. Poco tempo dopo, la I.R.S. pubblicò la prima raccolta di video, Succumbs, che riunisce i loro video realizzati fino a quel momento con l’eccezione di Wolves, Lower.

Nel 1987 i R.E.M. pubblicano Document, album dal quale sarà estratta la prima super-hit del gruppo, The One I Love, primo loro singolo a entrare nella Top Ten dei singoli d’oltreoceano.

Nuovo contratto e successo mondiale (1988-1997)

Il bassista Mike Mills dal vivo a Seattle

Dopo il nuovo contratto discografico, seguirà il successo dell’album Green nel 1988, pubblicato sotto etichetta Warner Bros. Records.

Nel 1991 dopo un lungo tour, esce l’album Out of Time e per i R.E.M. è un successo incredibile: l’album trascinato dal singolo Losing My Religion (da considerarsi forse il loro maggiore successo come vendite, qualità e apprezzamento della critica) va al primo posto di tutte le classifiche del mondo e vende 18 milioni di copie. A seguito del successo di Out of Time esce The Best of R.E.M., raccolta dei maggiori successi della band durante il “periodo I.R.S.”.

Nel 1992, dopo solo un anno e mezzo da Out of Time, esce Automatic for the People che vende 17 milioni di copie. Nel disco è contenuta la canzone Man on the Moon, dedicata ad Andy Kaufman, il comico statunitense famoso per la serie tv Taxi.

Nel 1994 viene pubblicato Monster, altro successo con oltre 10 milioni di copie vendute. La sonorità del disco disorienta alcuni fans; infatti, è un disco molto rock, quasi sperimentale nel suo genere, al contrario di Automatic for the People, dove regnavano le chitarre acustiche. Il disco è dedicato a River Phoenix, giovane attore amico di Stipe, morto di overdose. Tuttavia, l’album è dedicato anche a Kurt Cobain, leader dei Nirvana; il brano Let Me In infatti parla, senza citarlo, di Cobain. È Mike Mills a suonare la chitarra in questa canzone, utilizzandone una regalata al gruppo da Courtney Love, vedova di Cobain. La stessa chitarra, una Fender Jag-Stang, è visibile nel video del primo singolo dell’album What’s The Frequency, Kenneth?. Stipe aveva iniziato un rapporto di amicizia con Cobain poco prima della sua morte. Si parlò anche di una possibile collaborazione tra Michael Stipe e Kurt Cobain.

Nel singolo Crush with the Eyeliner partecipa il chitarrista dei Sonic Youth, Thurston Moore.

A seguito della pubblicazione di Monster, i R.E.M. si imbarcano nel primo tour mondiale dai tempi di Green. Il tour è caratterizzato però da una serie di incidenti: per primo l’aneurisma che colpisce il batterista Bill Berry nella tappa di Losanna, in Svizzera. Seguono poi un’operazione all’intestino di Mike Mills e un intervento di ernia a Michael Stipe. Il tour, nonostante tutto, si conclude senza altri problemi. Alcuni gruppi, che da lì a poco conquistarono il successo mondiale, fecero da supporto ai R.E.M. in alcune date: si tratta dei Blur, degli Oasis e deiRadiohead. Thom Yorke, leader dei Radiohead iniziò da qui la sua profonda amicizia con Stipe (nell’album dei Radiohead Ok Computer tra i ringraziamenti vengono citati i componenti di R.E.M.).

Nel 1996 i R.E.M. rinnovano il contratto con la Warner Bros. per 80 milioni di dollari. Il contratto fino a quel momento era il più alto mai firmato nella storia della musica e riguardava la pubblicazione di cinque album senza costrizioni sui tempi di uscita, più un Best Of. In autunno esce New Adventures in Hi-Fi, uno dei vertici artistici del gruppo. Alcune delle canzoni che compaiono nel disco erano già state suonate dal vivo durante il Monster Tour e registrate in parte durante i soundcheck prima dei concerti. In E-Bow the Letter partecipa Patti Smith, che accompagna Stipe nel ritornello e nei controcanti. È l’ultimo disco in cui suona Bill Berry, che lascerà la band nell’ottobre del 1997. I motivi del suo abbandono non sono mai stati ben chiari, anche se molto probabilmente sono legati all’aneurisma che lo colpì durante il Monster Tour. Ha comunque mantenuto buoni rapporti con gli altri membri della band, i quali decisero di continuare a suonare nonostante l’abbandono di Bill Berry.

Dopo l’abbandono di Bill Berry (1998-2011)

Nel 1998 esce Up, il primo album senza Bill Berry, che presenta una nuova sonorità sperimentale che disorienta i fan. Le vendite infatti non raggiungono i precedenti livelli, anche se sfiorarono il tetto dei 5 milioni. Durante la realizzazione del disco, alla batteria si alternano Barrett Martin degli Screaming Trees e Joey Waronker, collaboratore diBeck. Waronker, inoltre, accompagna la band nel tour che segue l’uscita del disco. Il produttore è Pat McCarthy, già tecnico del suono in Monster. Finisce così il sodalizio conScott Litt, iniziato con Document. Dall’album vengono estratti i singoli Daysleeper, Lotus, At My Most Beautiful e Suspicion.

Nel 1999 viene pubblicato il singolo The Great Beyond, canzone portante del film di Milos Forman Man on the Moon, con Jim Carrey, basato sulla vita del comico statunitense Andy Kaufman. Il titolo del film è ripreso dalla canzone di R.E.M. del 1992. La band statunitense scrive inoltre gran parte della colonna sonora del lungometraggio.

Nel 2001 esce l’album Reveal che contiene i singoli di successo: Imitation of Life e All the Way to Reno. Joey Waronker è riconfermato alla batteria per la realizzazione di questo disco.

I R.E.M. inoltre partecipano con due canzoni alla colonna sonora di Vanilla Sky di Cameron Crowe: una è Sweetness Follows (da Automatic for the People), l’altra è All the Right Friends, vecchia canzone pubblicata come B-side negli anni ottanta e re-incisa per l’occasione.

Nel 2003, alla vigilia dell’attacco statunitense contro l’Iraq, i R.E.M. pubblicano sul loro sito internet Final Straw, una canzone scritta di getto per protestare contro l’imminente conflitto e le scelte del presidente George W. Bush.

In ottobre esce la raccolta In Time: The Best of R.E.M. 1988-2003 che contiene i maggiori successi della band più due inediti: Bad Day e Animal. I R.E.M. cambiano batterista: arriva Bill Rieflin, ex-membro dei Ministry, il quale viene confermato anche per le registrazioni dei dischi successivi.

Con l’uscita del greatest hits parte anche l’In Time Tour. A Raleigh, in Carolina del Nord, durante una data del tour, Bill Berry sale sul palco per accompagnare la band ai cori durante Radio Free Europe e suonare la batteria inPermanent Vacation, una delle prime canzoni scritte dai R.E.M. e mai pubblicata su disco.

Nel 2004 esce Around the Sun che contiene i singoli Leaving New York e Aftermath. Nel disco viene inserita anche Final Straw.

Con l’album parte l’Around the World Tour che durerà fino al 2005. Le prime date (1º-10 ottobre) coincidono con il Vote for Change, un tour svoltosi negli Stati Uniti ideato da Bruce Springsteen per spingere gli americani a votare contro l’amministrazione Bush alle elezioni del novembre 2004. Oltre ai R.E.M. e a Springsteen, partecipano John Fogerty, Bright Eyes, le Dixie Chicks, John Mellencamp, James Taylor, la Dave Matthews Band, i Pearl Jam.

Nel 2006, ad aprile, verso la fine di un concerto dei Minus 5 ad Athens (Georgia), Michael Stipe, Mike Mills e Bill Berry raggiungono sul palco il gruppo ed eseguono il brano Country Feedback. Berry suona al basso, Mills alle tastiere.

A settembre, sempre ad Athens, durante un concerto benefico, Buck, Berry, Mills e Stipe si riuniscono nuovamente sul palco per suonare un breve set di canzoni. Pochi giorni dopo vengono introdotti nella Music Hall of Fame diAtlanta. Anche in questo caso Bill Berry torna alla batteria per il set musicale dei R.E.M., i quali (ad eccezione di Stipe) accompagnano Gregg Allman (Allman Brothers Band), introdotto anche lui nella Hall of Fame, nell’esecuzione di Midnight Rider.

Nello stesso mese esce And I Feel Fine… The Best of the I.R.S. Years 1982-1987, una raccolta che contiene alcune delle migliori canzoni pubblicate dai R.E.M. con la casa discografica I.R.S. negli anni tra il 1982 e il 1987. Il disco riprende in parte la tracklist del The Best of R.E.M. del 1991. Esiste anche una versione doppia di questa raccolta: nel secondo cd sono pubblicate rarità, live e demo, alcuni dei quali mai pubblicati.

Nel 2007, a marzo, i R.E.M. annunciano il cambio di produttore: non più Pat McCarthy ma Jacknife Lee, già produttore di Snow Patrol, Bloc Party, Editors, Kasabian, U2. Pochi giorni dopo questo annuncio, il 12 marzo vengono introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame, dove suonano un breve set accompagnati alla batteria nuovamente da Bill Berry. Tra i brani suonati, I Wanna Be Your Dog, cover di un brano di Iggy Pop, eseguita insieme a Patti Smith, e Man On the Moon eseguita con Eddie Vedder, cantante dei Pearl Jam.

Il 21 giugno 2007, Amnesty International pubblica una raccolta di cover di canzoni di John Lennon, Make Some Noise: The Amnesty International Campaign to Save Darfur, con lo scopo di portare l’attenzione sul genocidio che da anni sconvolge la regione sudanese del Darfur. I R.E.M. partecipano al progetto con #9 Dream, con il ritorno in sala d’incisione di Bill Berry per la prima volta dopo più di dieci anni. La canzone, uscita già a febbraio su iTunes, è prodotta da David Barbe.

La band statunitense ha tenuto all’Olympia Theatre di Dublino, dal 30 giugno al 5 luglio 2007, cinque concerti “mascherati” da prove (Live Rehearsals in lingua inglese) dove hanno testato davanti a un pubblico composto per lo più da fan di lunga data, nuove canzoni, alcune delle quali sono state inserite in Accelerate. Pezzi per lo più rock, che quindi rimandano a una sonorità che i R.E.M., concerti a parte, avevano tralasciato nei loro ultimi tre dischi in favore di composizioni più lente e sperimentali. I titoli delle canzoni proposte sono Living Well’s the Best Revenge, Staring Down the Barrel of the Middle Distance, Mr. Richards, Houston, On the Fly, Man Sized Wreath, Until the Day is Done, Disguised, Accelerate, Horse to Water e I’m Gonna DJ. Quest’ultima era già stata suonata durante l’Around the World Tour del 2005.

In attesa del nuovo album della band, il 12 ottobre 2007 è uscito il primo album dal vivo della band, intitolato R.E.M. Live, composto da due cd e un dvd registrati il 27 febbraio 2005 a Dublino durante l’Around the Sun Tour che circa un mese prima aveva toccato anche l’Italia con date a Milano e Bolzano. L’album contiene anche I’m Gonna DJ, canzone mai pubblicata prima su disco.

Il 23 e il 24 ottobre 2007, il programma della CNN, Anderson Cooper 360°, ha trasmesso un documentario, Planet in Peril, dove ha debuttato nei titoli di coda Until the Day Is Done, una delle canzoni suonate ai Live Rehearsalsdi Dublino e inserita poi nel nuovo album.

Accelerate, il titolo del nuovo album, è uscito in Italia il 28 marzo 2008 (il 1º aprile negli Stati Uniti e il 31 marzo nel resto del mondo). L’uscita del disco è stata anticipata dall’uscita del singolo Supernatural Superserious, suonata a Dublino con il titolo di Disguised.

Il 23 maggio 2008 i R.E.M. hanno iniziato il loro tour mondiale partendo dagli Stati Uniti. Prima di questa data hanno comunque testato il nuovo album partecipando a marzo al Langerado Music Festival, e allo Stubb’s Bar-B-Que, durante l’annuale South-by-Southwest Music Festival di Austin e alla celebrazione dei 60 anni dell’Institute of Contemporary Arts di Londra.

Nel corso del 2010 il gruppo ha lavorato al successivo album in studio, Collapse into Now, registrato tra Berlino, New Orleans, Portland e Nashville e prodotto in collaborazione con Jacknife Lee. L’album, che vede ospiti anchePatti Smith e Eddie Vedder, è uscito l’8 marzo 2011.

Lady Gaga

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(EN)« I’m not real. I’m theatre. » (IT)« Io non sono reale. Sono teatro. »
(Lady Gaga ai VMA 2011[2])

Lady Gaga, nome d’arte di Stefani Joanne Angelina Germanotta (New York, 28 marzo 1986), è una cantautrice, attrice e attivista statunitense.

Lady Gaga si è ispirata per il suo nome d’arte al brano Radio Ga Ga dei Queen.[3] Conosciuta per i modi eccentrici e stravaganti, l’artista è sotto contratto con la Interscope Records e ha debuttato nel 2008 con l’album The Fame, promosso dai singoli di successo planetario Just Dance e Poker Face e cui ha fatto seguito l’EP The Fame Monster, uscito l’anno seguente, dal quale sono stati estratti Bad Romance, Alejandro e Telephone. Nel 2011 è uscito il secondo album di inediti Born This Way, promosso dall’omonimo singolo. Nel 2013 è stato pubblicato Artpop, da cui proviene il singolo Applause, mentre l’anno seguente è stato pubblicato Cheek to Cheek, album in studio inciso in collaborazione con Tony Bennett.

Durante la sua carriera ha vinto sei Grammy Awards per la musica e, nel gennaio 2016, un Premio Golden Globe come miglior attrice in una serie televisiva o film per la TV per il suo ruolo nella serie antologica American Horror Story: Hotel.[4] Nello stesso mese ha inoltre ricevuto la sua prima candidatura ai Premi Oscar 2016 nella categoria Miglior canzone per Til It Happens to You, presente nel documentario The Hunting Ground.[5]

Globalmente la cantante ha venduto 27 milioni di album e più di 125 milioni di singoli (dal 2008 al 2014),[6] di cui 10 milioni di album e oltre 45 milioni di singoli venduti solamente negli Stati Uniti d’America secondo quanto stilato dalla rivista statunitense Billboard,[7] risultando tra gli artisti con maggiori vendite nella storia. Nel 2014 il suo singolo Bad Romance è stato certificato dieci volte disco di platino dalla RIAA, ricevendo il Digital Diamond Award per le oltre 10 milioni di copie vendute digitalmente, rendendo Lady Gaga la prima artista femminile nella storia a ricevere tale riconoscimento;[8] tale riconoscimento è stato conferito successivamente anche a un altro singolo della cantante, Poker Face.[9]

Carriera

Gli esordi (2005-2007)

Nell’estate del 2005 Germanotta ha registrato un paio di brani insieme al cantante rap Grandmaster Melle Mel, per un audio libro per bambini, chiamato The Portal in the Park.[25] Nel settembre dello stesso anno ha fondato la Stefani Germanotta Band, composta da amici della cantante: Calvin Pia era il chitarrista, il bassista era Eli Silverman e il batterista Alex Beckham. Il gruppo faceva promozione in diversi bar e, tramite questi concerti, ha guadagnato diversi sostenitori, attirando l’attenzione del produttore musicale Joe Vulpis, il quale ha permesso alla cantante la registrazione di due EP, Words e Red and Blue. Questi due album sono stati venduti in quantità limitata nei concerti del gruppo e in giro per New York.[26]

Un giorno il produttore Rob Fusari ha incaricato Wendy Starland (sua scout) di trovare una ragazza che potesse diventare la frontman di un gruppo musicale. Nel giugno del 2006 la scout ha incontrato Germanotta e, malgrado non corrispondesse agli standard prefissati da Fusari, ha parlato di lei con il produttore perché la considerava «interessante».[27] Dopo due settimane di incertezze, Fusari ha deciso di fissare un appuntamento con lei.[28] Successivamente, per rendere commerciale l’ancora ventenne Stefani Germanotta, Fusari ha deciso di organizzare una riunione con il proprio staff. Durante l’incontro, un membro ha parlato dei Queen e di Radio Ga Ga e per questo motivo alla fine della riunione hanno deciso che il nome d’arte di Stefani Germanotta sarebbe stato Lady Gaga.[29]

Lady Gaga, trovandosi costretta a cercare una casa discografica, firmò nel 2006 un contratto con la Def Jam, all’età di 19 anni. Dopo soli tre mesi tuttavia la casa discografica decise di recidere il contratto. Il capo della Def Jam, L.A. Reid, ha poi sostenuto a tal proposito di aver commesso «il più grande errore della mia vita.»[30]

Per tutto il 2007 Gaga ha collaborato assiduamente con la DJ e ballerina Lady Starlight. Le due hanno iniziato ad esibirsi in vari concerti e manifestazioni newyorkesi come il Mercury Lounge e il Rockwood Music Hall. Nell’agosto 2007 le due sono state invitate a partecipare al festival musicale Lollapalooza, dove hanno intrattenuto un pubblico di circa 200 persone con le loro selvagge performance.[31]

Nel gennaio 2008 Lady Gaga venne messa sotto contratto dalla Interscope Records,[22] venendo assunta come cantautrice. Ha scritto per la Konvict Muzik, l’etichetta di Akon, e per artisti come Fergie, Pussycat Dolls, Britney Spears e New Kids on the Block.

The Fame (2008-2009)

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: The Fame.

Verso febbraio del 2008 Lady Gaga ha presentato alla sua casa discografica, la Interscope, il brano Just Dance.[32] I produttori hanno apprezzato il brano e per questo hanno deciso di girare un video musicale.[32] Per le riprese la casa discografica ha affittato una casa a Los Angeles.[33] L’8 aprile 2008 il singolo è stato pubblicato, ma il successo è arrivato nel 2009, quando ha raggiunto la prima posizione in sette paesi, tra cui la Billboard Hot 100 statunitense.[22] Mondialmente, Just Dance ha venduto 7,7 milioni di copie nel 2009, risultando il quarto brano più venduto di quell’anno.[34]

La prima apparizione televisiva di Lady Gaga è avvenuta nel maggio del 2008, sulla rete televisiva Logo, durante la premiazione dei NewNowNext Awards, organizzata dal canale.[35] Gaga, in questa occasione, si è esibita con Just Dance. Nel luglio del 2008, invece, ha partecipato al Gay pride di San Francisco in cui si è esibita con LoveGame, Beautiful, Dirty, Rich e Just Dance.[36]

Il 19 agosto dello stesso anno ha pubblicato il suo album d’esordio, The Fame. Il 16 settembre è stato pubblicato il secondo singolo non ufficiale, con lo scopo di promuovere la serie TVDirty Sexy Money, intitolato Beautiful, Dirty, Rich proveniente dal suo album d’esordio, per il quale è stato girato anche un video, diretto da Melina Matsoukas.

Il secondo singolo ufficiale estratto da The Fame è invece Poker Face, un successo inaspettato che è riuscito a bissare il successo del primo, raggiungendo la numero uno nelle classifiche mondiali di oltre venti Paesi e diventando il secondo singolo della cantante che ha raggiunto la prima posizione nella Billboard Hot 100.[22] Il singolo è risultato il più venduto del 2009 con 9,8 milioni di copie vendute.[34] Poker Face l’ha fatta vincere nella categoria “miglior brano dance” ai 52ª Grammy Awards e le ha procurato nomination nelle categorie “brano dell’anno” e “musica dell’anno”.

Tra inizio ottobre e fine novembre 2008 ha iniziato una serie di concerti assieme ai colleghi della Interscope New Kids on the Block, riunitisi quell’anno, partecipando inoltre al loro album The Block nel brano Big Girl Now. Il 16 dicembre 2008, la casa discografica della cantante ha distribuito per il mercato digitale un brano musicale natalizio inciso da Lady Gaga e Space Cowboy, intitolato Christmas Tree.[37]

Dopo aver annunciato Poker Face, la cantante è stata ingaggiata come artista di apertura nei concerti dei New Kids on the Block, delle Pussycat Dolls e dei Take That.[38][39][40] Finita l’apertura, andava nei locali per guadagnare soldi extra da spendere per i progetti della Haus of Gaga.[41]

Il 3 febbraio ha pubblicato il suo terzo singolo Eh, Eh (Nothing Else I Can Say), mentre il mese seguente è stata la volta del quarto singolo LoveGame, il cui videoclip ha suscitato molte polemiche in alcuni paesi, finendo per essere censurato.

Il 12 marzo 2009 ha preso il via il suo primo tour mondiale, The Fame Ball Tour, prodotto sul modello del collettivo Haus of Gaga. Inoltre, per promuovere il suo CD, si è esibita anche in diversi programmi televisivi sia statunitensi che esteri, tra cui Quelli che il calcio ad aprile 2009.[42]

La cantante avrebbe dovuto inoltre collaborare con Kanye West per un tour negli Stati Uniti d’America intitolato Fame Kills Tour.[43] Il progetto è stato tuttavia annullato.[44] Lady Gaga si è poi esibita ai MuchMusic Video Award 2009, vincendo anche il premio come “Miglior video di un artista internazionale” con il video di Poker Face.[45]

Il 6 luglio 2009 è stato pubblicato come quinto singolo il brano Paparazzi esclusivamente per il mercato inglese, irlandese e italiano. Anche il video di questo singolo ha suscitato molte polemiche a causa della presenza di varie scene cruente. Nello stesso periodo Lady Gaga ha duettato con Michael Bolton in Murder My Heart, incluso nell’album One World One Love del cantante, e ha ottenuto nove candidature agli MTV Video Music Awards 2009, vincendo il premio come “Miglior nuova artista”.[46] In questo evento, ha sconvolto con una performance diPaparazzi: durante l’esibizione, Gaga ha inscenato il suo suicidio per la fama appendendosi a una corda e facendo colare dal reggiseno del sangue finto.[47] Successivamente ha partecipato anche agli MTV Europe Music Awards 2009, vincendo il premio come “Migliore rivelazione del 2009”.

The Fame Monster (2009-2010)

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: The Fame Monster.

Dopo il successo del suo album d’esordio The Fame, la cantante ha pubblicato il 23 novembre 2009 l’EP di otto tracce The Fame Monster, pubblicato anche in formato doppio CD insieme al primo LP di Lady Gaga, The Fame.

Il primo singolo pubblicato da The Fame Monster è stato Bad Romance, presentato in anteprima il 3 ottobre 2009 al Saturday Night Live, dove la cantante ha dato vita a uno sketch comico al fianco di Madonna. Durante l’annuncio del singolo, alla sfilata primavera/estate di Alexander McQueen, il sito che ha mandato in diretta lo streaming è andato in tilt.[48] Grazie al video di Bad Romance, Lady Gaga è diventata la prima artista a ottenere oltre un miliardo di visualizzazioni dei suoi video su YouTube.[48] Il brano ha iniziato ben presto la scalata al successo nelle classifiche mondiali e si è piazzato al primo posto nella Canadian Hot 100, la classifica dei singoli più venduti in Canada, al secondo posto nella Billboard Hot 100 statunitense e al primo posto nella Top Digital italiana.[49] Il singolo ha venduto circa 9,7 milioni di copie nel 2010, risultando il secondo più venduto a livello mondiale di quell’anno, dietro solo a Tik Tok di Kesha.[50]

Lady Gaga si esibisce al Monster Ball Tour con tre singoli di The Fame Monster: Bad Romance (sinistra), Telephone (centro) e Alejandro (destra)

Il 27 novembre è partito il Monster Ball Tour, il secondo tour a livello mondiale di Lady Gaga per promuovere The Fame Monster. Esso è stato un grande successo commerciale, tanto da diventare il tour con maggior successo di tutti i tempi per un’artista debuttante, il tredicesimo della prima decade degli anni 2000.[51]

Verso dicembre la cantante ha confermato Telephone come secondo singolo estratto da The Fame Monster, brano interpretato in coppia con Beyoncé. Mondialmente, questo singolo ha venduto 7,4 milioni di copie, risultando il quarto brano più venduto del 2010.[50]

Il 31 gennaio 2010 ha ottenuto due Grammy Award, uno per Poker Face come “Miglior brano dance” e l’altro per l’album The Fame, eletto “Disco elettropop dell’anno”.[52] In questa occasione si è esibita con un medley di Poker Face, Speechless e Your Song in coppia con Elton John.[53] Il 16 febbraio successivo ha vinto inoltre tre BRIT Award, come “Miglior artista internazionale femminile”, “Migliore album internazionale” (per The Fame) e “Migliore artista emergente”, diventando la cantante femminile con più vittorie in una sola serata.[54]

Nel mese di marzo del 2010 è stato pubblicato in Giappone l’album di remix intitolato The Remix. Il disco ha venduto mondialmente 500.000 copie.[55] Dopo la pubblicazione dell’album di remix, la cantante ha rivelato che il terzo singolo estratto da The Fame Monster sarebbe stato Alejandro.[56] Uscito con ritardo, il video ha fatto discutere in diversi Paesi per l’abuso di riferimenti religiosi e per i suoi contenuti definiti “sacrileghi”.[57] Il brano ha avuto molto successo in Europa, e negli Stati Uniti ha stabilito un record: è stato il settimo singolo consecutivo della cantante a entrare nella top 10.[58]

Verso il mese di luglio, è stato annunciato come unico singolo promozionale di The Fame Monster il brano Dance in the Dark, esclusivamente però per le radio australiane. Il brano non è stato accompagnato da un video ma comunque è riuscito a entrare in alcune classifiche europee.

Born This Way (2011-2012)

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Born This Way.
Lady Gaga durante il Born This Way Ball Tour

L’8 febbraio 2011 la cantante ha duettato con Elton John nel brano Hello, Hello, tratto dalla colonna sonora del film d’animazione Gnomeo e Giulietta.[59] La canzone è stata nominata come miglior canzone tratta da un film ai Golden Globes del 2012.[60]

Born This Way, annunciato per il 13 febbraio 2011, è stato anticipato all’11 febbraio ed è il primo singolo tratto dall’album omonimo. Gaga si è esibita per la prima volta con il brano in occasione della 53ª edizione dei Grammy Awards, uscendo da un uovo gigante. Il brano ha debuttato direttamente alla prima posizione nella classifica statunitense Billboard Hot 100.[61] A novembre del 2011 è stato annunciato che aveva venduto 8,2 milioni di copie in tutto il mondo, entrando nella top 5 dei singoli più venduti di quell’anno.[62]

Il 15 aprile 2011 è stato pubblicato un altro singolo, intitolato Judas. Il video musicale di quest’ultimo ha ricevuto opinioni miste: molti hanno criticato negativamente il filmato per i diversi riferimenti religiosi; altri, invece, non hanno trovato nulla di offensivo in essi.[63] Il brano ha raggiunto la top ten di molti paesi, tra cui anche l’Italia, dove ha debuttato alla terza posizione venendo poi certificato disco d’oro.[64]

Il 9 maggio è stato reso disponibile il terzo singolo estratto dall’album (all’inizio solo come singolo promozionale), The Edge of Glory, che vede la partecipazione di Clarence Clemons, il quale esegue un assolo di sassofono.[65] Il video è molto semplice (e per questo anche lodato dalla critica) e si svolge in una strada deserta di New York City.[66][67]

Il 13 maggio 2011, quattro giorni dopo The Edge of Glory, è stato pubblicato dalla cantante l’unico singolo promozionale dell’album, intitolato Hair. È entrato alla quinta posizione della classifica digitale italiana e statunitense, vendendo in quest’ultimo Paese 147 000 copie nella sua prima settimana.[68] Un remix di successo del brano è stato prodotto in versione bootleg dal produttore italiano Rudy Nicoletti.

Born This Way, il terzo album della cantante, è stato pubblicato il 23 maggio a livello mondiale. Ha venduto in quella settimana negli Stati Uniti d’America 1,15 milioni di copie, in parte grazie anche a una promozione di Amazon, che ha offerto l’album a 0,99 dollari per due giorni, contribuendo in questa maniera per 440 000 copie.[69] Ad ottobre 2011, il disco ha venduto oltre otto milioni di copie.[70]

Il 19 giugno ha cominciato a raccogliere riconoscimenti per i lavori pubblicati: durante i MuchMusic Video Award 2011 ha ricevuto due premi su tre candidature, uno per il singolo Born This Way nella categoria “Video Musicale Internazionale Preferito” e l’altro per il singolo Judas nella categoria “Miglior Video Musicale Internazionale”.[71] Il 2 luglio, la cantante si è aggiudicata anche tre MTV Video Music Aid Japan su tre nomination, tutti per il singolo Born This Way nelle categorie “Video dell’anno”, “Miglior video femminile” e “Miglior video dance”.[72]

Il 22 luglio è stato annunciato come quarto singolo estratto dall’album Yoü and I.[73] Il video della canzone è stato pubblicato il 16 agosto in tutto il mondo sul canale ufficiale di Twitter della cantante. Durante le riprese del video, Lady Gaga ha conosciuto l’attore Taylor Kinney, con il quale si è poi fidanzata ufficialmente.

Il 28 agosto 2011 si è esibita e ha aperto gli MTV Video Music Awards con Yoü and I suscitando sorpresa generale perché era vestita da uomo, nei panni del suo alter-ego Joe Calderone. L’esibizione è stata accompagnata dal corpo di ballo e da Brian May alla chitarra.[74] La cantante ha vinto, nella stessa serata, due premi su quattro nomination, entrambi per il singolo Born This Way nelle categorie “Miglior video femminile” e “Miglior video con un messaggio”.[75] Il 20 settembre è stato pubblicato il singolo di Tony Bennett, The Lady Is a Tramp che vede la partecipazione della cantante, contenuto nell’album Duets II del cantante jazz.[76] Il brano è stato interpretato dal vivo durante lo speciale televisivo di Gaga per il Giorno del ringraziamentoorganizzato da ABC, intitolato A Very Gaga Thanksgiving.[77][78] Per il brano è stato girato anche un video musicale, in cui Bennett e Gaga vengono mostrati in uno studio di incisione, mentre registrano il brano giocosamente. Il video ha ricevuto una buona accoglienza, soprattutto in considerazione della sua semplicità rispetto agli standard di Lady Gaga. Per esempio, Gina Serpe di E! ha commentato che “l’unica cosa che Gaga mette in mostra in questo video è il suo talento”.[79]

Il 28 settembre è stato annunciato come quinto singolo estratto dall’album il brano Marry the Night e il 15 novembre è stato inviato alle radio.[80] Marry the Night, nonostante sia stato lodato dai critici musicali, è ritenuto un singolo deludente rispetto agli standard della cantante: è riuscito ad arrivare “solo” al 29º posto nella classifica ufficiale statunitense.[81] Il 6 novembre, il brano è stato eseguito dal vivo in diretta televisiva agli MTV Europe Music Awards, nel corso dei quali l’artista è stata premiata nelle categorie “Miglior brano” e “Miglior video” per la canzone Born This Way, “Miglior artista donna” e “Migliori fans”.[82]

Nel febbraio 2012 sono state annunciate le prime date per l’Asia e l’Oceania del suo terzo tour a livello mondiale, il Born This Way Ball Tour. Il tour è partito il 27 aprile 2012 a Seul.[83] Il tour nelle tappe asiatiche è stato accolto da molte polemiche. In Indonesia, il Fronte dei Difensori dell’Islam ha affermato con durezza che la cantante “offende tutte le religioni” e “promuove il diavolo”. Per queste polemiche, lo staff della cantante ha deciso di annullare il concerto previsto a Giacarta.[84]

Lady Gaga ha ottenuto il primo vero ruolo in Machete Kills di Robert Rodriguez: a dare la notizia è lo stesso regista il 26 luglio 2012 attraverso il suo account Twitter. Contemporaneamente è stato pubblicato online il poster del suo personaggio, da cui si evince che la cantante vestirà i panni di una tale Chameleòn.[85]

Ad agosto 2012, Lady Gaga ha annunciato il suo nuovo album Artpop.[86]

Fino a febbraio 2013 è proseguito il The Born This Way Ball Tour, ma Lady Gaga, per un problema all’anca destra si è dovuta sottoporre a un intervento chirurgico e, a causa della convalescenza, il 13 dello stesso mese è stata costretta ad annullare le ultime 17 tappe di questo tour.[87] Nonostante non sia stato nemmeno portato a termine, il Born This Way Ball Tour risulta essere comunque tra i tour di maggiore successo commerciale di un’artista femminile.[88]

Il 5 maggio l’attore statunitense Dylan McDermott alimenta alcune voci sulla partecipazione di Lady Gaga come attrice al film Automata del regista Gabe Ibáñez, a cui parteciperebbero anche attori del calibro di Antonio Banderase Sofía Vergara.[89]

Dopo quasi cinque mesi di assenza dalle scene, il 29 giugno la cantautrice è tornata sul palco partecipando al Gay Pride tenutosi nella sua città natale. In quest’occasione ha intonato l’inno nazionale statunitense The Star-Spangled Banner.[90]

Artpop (2013-2014)

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Artpop.
Il 12 agosto 2013 la cantante ha annunciato tramite un tweet che il primo singolo dell’album Artpop, Applause, sarebbe uscito quel giorno e non il 19 agosto, a causa del leak in bassa qualità della canzone, come precedentemente previsto.[91][92] Il video musicale di Applause è stato presentato in anteprima il 19 agosto, durante la trasmissione Good Morning America, e pubblicato sul canale Vevo della cantante. La cantante ha eseguito la canzone per la prima volta live agli MTV Video Music Awards 2013.[93] Il primo settembre si è esibita all’iTunes Festival di Londra con 7 sue nuove canzoni in versione demo.[94]

Il 9 settembre 2013 la cantante ha eseguito Applause a Good Morning America, reinterpretando la trama del celebre libro Il meraviglioso mago di Oz.[95] La canzone è il più grande successo radiofonico di Lady Gaga negli Stati Uniti.

Il 7 ottobre la cantautrice pubblica sul suo account Twitter la copertina dell’album. In questa, un omaggio all’arte e realizzata dall’artista e scultore Jeff Koons, è rappresentata una scultura della cantante nuda, con le mani che coprono il seno, una parrucca bionda e una sfera blu (già utilizzata nella sua esibizione di Applause agli MTV Video Music Awards 2013) che copre le sue parti intime. Come sfondo, vi sono frammenti del quadro Nascita di Venere e, in bianco e nero, della scultura Apollo e Dafne dell’artista Gian Lorenzo Bernini. Infine, dietro la scultura, vi è la scritta in maiuscolo “LADY GAGA” in un rosa acceso e, sulla sfera blu, la scritta bianca, sempre in stampato maiuscolo, “ARTPOP”.[96]

Il 9 ottobre 2013 esce il lyric video ufficiale di Aura, brano utilizzato come una delle colonne sonore per il film Machete Kills.[97] Il 14 ottobre 2013 sul canale YouTube della cantante è uscito uno snippet di 12 secondi della canzone G.U.Y. (Girl Under You), in collaborazione con il DJ russo-tedesco Zedd.[98] Il 21 ottobre 2013 sul canale YouTube ufficiale della cantante è stato reso disponibile l’audio del secondo singolo (dapprima pubblicato come singolo promozionale) Do What U Want, in collaborazione con R. Kelly.[99] Il 25 ottobre viene resa disponibile un’anteprima del singolo promozionale Venus.[100] Il 27 ottobre viene pubblicato l’audio del singolo promozionale Venus. Il 28 ottobre viene resa disponibile sul canale YouTube della cantante un’anteprima di 2 minuti e 16 secondi della canzone Mary Jane Holland ,in collaborazione con il DJ francese Madeon.

Il 10 novembre, in occasione del lancio dell’album, si tiene il primo “ArtRave” della storia: un evento che coniuga musica, danza e arte contemporanea. L’ArtRave si è tenuto in una location allestita come un museo, segreta fino a pochi minuti prima dell’inizio di un breve concerto. Le opere esposte in questa occasione sono di: Jeff Koons, autore della copertina di Artpop, Bob Wilson, Inez & Vindooh, registi del video di Applause, Marina Abramovic e Benjamin Rollins, autore della sedia binaria. Nello stesso periodo la cantante annuncia che Artpop potrebbe avere un album gemello, identificabile come un sequel. L’album conterrebbe musica altamente sperimentale. A dicembre si esibisce nella finale di The Voice USA, duettando in Do What U Want con Christina Aguilera. Il 1º gennaio 2014 viene pubblicato un remix ufficiale di Do What U Want, dove canta ancora insieme a Christina Aguilera. Nel 2013, Artpop ha venduto 2.300.000 copie.[101]

Il 9 dicembre 2013 la cantante annuncia sulla sua pagina Facebook le prime 27 date del suo tour. Lo stesso giorno viene pubblicato il nome della torunéé: Artrave: The Artpop Ball. In seguito alla cancellazione dei 17 show del Born This Way Ball che si sviluppavano tra Stati Uniti d’America e Canada, la popstar comincerà proprio da qui i suoi nuovi spettacoli, il 4 maggio 2014 da Fort Lauderdale, Florida. Durante i primi giorni del 2014 Artpop vince un Japan Gold Disc Award nella categoria “International Album of the Year”.

Il 18 febbraio 2014 la cantante interpreta Artpop al Tonight Show di Jimmy Fallon, mentre il 13 marzo la cantante si esibisce al SXSW Festival della città di Austin in Texas e il giorno successivo, durante un’intervista, annuncia l’uscita di un nuovo video previsto per il 22 marzo 2014. Il 20 marzo la cantante conferma che il brano G.U.Y. sarà il terzo singolo estratto daArtpop e il giorno seguente, durante un’intervista al Today Show, mostra un’anteprima del video del singolo. Il 22 marzo 2014 il video di G.U.Y. viene presentato per la prima volta suDateline NBC e successivamente viene pubblicato sul canale Vevo della cantante. Dal 28 marzo al 7 aprile Lady Gaga si esibisce con sette concerti al Roseland Ballroom, in occasione della sua definitiva chiusura.[102] Il 4 maggio 2014 inizia il quarto tour mondiale di Lady Gaga, l’Artrave: The Artpop Ball, per la promozione di Artpop.

Cheek to Cheek (2014-2015)

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cheek to Cheek.

Durante la promozione di Artpop, Lady Gaga si occupa anche di un progetto secondario insieme a Tony Bennett. Il 30 giugno 2014 i due si esibiscono insieme al Jazz Festival di Montréal, durante il quale cantano alcuni brani estratti dall’album nato dalla collaborazione, Cheek to Cheek. La pubblicazione di quest’ultimo album, la cui lista tracce è composta da rivisitazioni di noti jazz standard del passato, era prevista inizialmente per il 1º gennaio 2014, venendo tuttavia posticipata al marzo 2014 per poi, durante l’intervista al Today Show con Bennett e Gaga, venire rimandata in via definitiva al 23 settembre 2014. Il 29 luglio 2014 viene pubblicato il primo singolo estratto da Cheek to Cheek, ovvero la reinterpretazione di Anything Goes di Cole Porter, accompagnato dal relativo video musicale. Il 18 agosto 2014 Lady Gaga pubblica la copertina dell’album, la quale mostra la cantante e Bennett tenersi per mano, mentre il giorno successivo è stato pubblicato il secondo singolo I Can’t Give You Anything but Love, seguito il 26 dello stesso mese dal relativo videoclip.

Il 5 settembre Lady Gaga si è esibita alla New York Fashion Week, evento organizzato da Harper’s Bazaar. Durante la cerimonia, la cantante ha interpretato alcuni brani tratti da Cheek to Cheek, ovvero I Can’t Give You Anything but Love, Lush Life, Cheek to Cheek, It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing) e Ev’ry Time We Say Goodbye (quest’ultimo dedicato al suo fidanzato Taylor Kinney). Il 22 dello stesso mese Gaga e Bennett si sono esibiti insieme a Bruxelles, interpretando gran parte dei brani presenti nell’album; da questo concerto è stato filmato il videoclip dal vivo di Anything Goes, pubblicato quattro giorni più tardi sul canale Vevo della cantante. Il 29 settembre è stato invece pubblicato il video dell’esecuzione dal vivo diBang Bang (My Baby Shot Me Down) tratta dallo spettacolo Tony Bennett & Lady Gaga: Cheek to Cheek Live!.

Il 24 novembre esce lo studio video di It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing), mentre due giorni più tardi Bennett e Gaga si sono esibiti con Cheek to Cheek a The View. Il 2 dicembre 2014, durante un’intervista al The Howard Stern Show, la cantante ha rivelato che il Cheek to Cheek Tour si sarebbe composto da circa 35 date; nello stesso giorno Bennett e Gaga si sono nuovamente esibiti con Cheek to Cheek al The Colbert Report, per poi esibirsi il giorno successivo al programma Good Morning America con lo stesso brano. Nella serata del 3 dicembre i due cantanti hanno eseguito It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing) e Winter Wonderland al Rockefeller Center, mentre il giorno seguente hanno cantato al Bloomberg Business Week’s 85th Anniversary Party, in programma all’American Museum of Natural History di New York.

Il 5 dicembre 2014 i due cantanti hanno ricevuto una candidatura ai Grammy Awards per Cheek to Cheek nella categoria “Best Traditional Pop Vocal Album”, mentre due giorni più tardi Gaga si è esibita ad un concerto tributo per Sting ed Al Green con Bruno Mars, Bruce Springsteen, Earth, Wind & Fire al Kennedy Center Honors.

Il 17 dicembre Gaga e Bennett hanno fatto la loro comparsa al programma televisivo The Tonight Show di Jimmy Fallon eseguendo Cheek to Cheek, It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing) e Ev’ry Time We Say Goodbye (quest’ultimo interpretato dalla sola Lady Gaga). La mattina del 25 dicembre i due cantanti si esibiscono con Winter Wonderland a Good Morning America. Il 30 dicembre 2014 si è tenuta a Las Vegas la prima tappa del Cheek to Cheek Tour e nello stesso giorno It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing) è stato pubblicato come terzo singolo estratto da Cheek to Cheek.

A gennaio del 2015 Lady Gaga alimenta le voci di un duetto con la cantante inglese Adele postando su Instagram una foto che le ritrae insieme.[103] Il 23 gennaio 2015 la cantante annuncia attraverso Twitter il brano inedito Til It Happens to You, prodotto con Diane Warren e presente nella colonna sonora del documentario The Hunting Ground; tale brano è stato successivamente pubblicato come singolo il 18 settembre dello stesso anno.

A febbraio è stata resa nota l’entrata della cantante nel cast della quinta stagione di American Horror Story, intitolata Hotel. Il 22 dello stesso mese Lady Gaga si è esibita durante la cerimonia di consegna degli Oscar, in una performance-tributo a Julie Andrews, cantando un medley dei brani tratti dal film Tutti insieme appassionatamente.[104] Il 12 giugno invece la cantante è stata l’artista di apertura ai giochi europei di Baku (Azerbaigian), nei quali si è esibita con una reinterpretazione di Imagine di John Lennon.[105]

Il 7 dicembre 2015 la cantante ha ricevuto la sua diciassettesima nomination ai Grammy Awards per il brano Til It Happens to You, mentre il 10 dicembre ha ottenuto la sua prima nomination ai Golden Globe per il suo ruolo nella quinta stagione di American Horror Story, vincendo successivamente il premio.[4] Proprio durante lo svolgimento dei Golden Globe, Lady Gaga ha annunciato di essere al lavoro su un nuovo album, previsto per il 2016.[106]

Eventi recenti (2016)

Nel mese di febbraio 2016 Lady Gaga si è esibita alla cerimonia di consegna degli Oscar con Til It Happens to You, ai Grammy Awards con un tributo a David Bowie,[107][108] ed ha preso parte al Super Bowl 50 cantando l’inno nazionale statunitense.[109] La sua performance all’apertura di quest’ultima manifestazione è risultata essere il momento più visto dell’intero evento con un totale di 110,2 milioni di spettatori, nonché l’inno nazionale più visto di sempre nella storia del Super Bowl.[110]

Lady Gaga è stata la prima artista nella storia a cantare ai tre sopracitati eventi nello stesso mese dello stesso anno.[111]

Il 18 febbraio la cantante ha preso parte come modella alla sfilata A/I 2017 di Marc Jacobs durante la New York Fashion Week,[112] mentre in una successiva intervista radiofonica con Z100ha confermato la sua presenza nel cast della sesta stagione di American Horror Story.[113]

Red Hot Chili Peppers

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« Se i peperoncini sono per voi un sentimento, una sensazione o una forma di energia, avete indovinato. Ma se per voi sono semplici vegetali, anche quelli hanno così tante connotazioni.[4] »
(Anthony Kiedis, Scar Tissue)

I Red Hot Chili Peppers (talvolta abbreviato semplicemente in RHCP o Red Hot) sono un gruppo rock statunitense, formatosi a Los Angeles nel 1983, inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2012.

Nella loro carriera hanno mescolato con successo vari generi,[5] tra cui soprattutto funk, rap, hard rock, heavy metal, punk rock e successivamente alternative rock e pop rock, arrivando a forgiare per un caratteristico sound che nelle esibizioni dal vivo è improntato spesso all’improvvisazione. Hanno venduto più di 80 milioni di dischi nel mondo,[6] di cui 33 milioni nei soli Stati Uniti;[7] inoltre detengono il record per il maggior numero di singoli al primo posto della Alternative Songs, classifica stilata dalla rivista Billboard.[8] Nel 2012 sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame.

Storia del gruppo

Gli inizi (1983-1988)

Il gruppo fu fondato da tre ragazzi dalla Fairfax High School di Los Angeles, il bassista ed ex membro dei Fear Michael “Flea” Balzary, il cantante Anthony Kiedis e il chitarrista Hillel Slovak. La loro prima formazione fu completata dal batterista Jack Irons.[1]

In origine scelsero il nome Tony Flow and the Miraculously Majestic Masters of Mayhem[1][9] per la loro prima esibizione dal vivo, e si formarono nel 1983 in seguito a questa performance, al locale “Rhythm Lounge”.[10] Per l’occasione eseguirono la canzone Out in L.A., scritta da Kiedis sulle basi di un giro di basso funk di Flea. La performance stupì il pubblico, al punto da invogliare il gruppo a tornare al locale la settimana seguente, e così cambiarono nome in Red Hot Chili Peppers. Dopo altri concerti a Los Angeles, ottennero una certa popolarità nella scena rock locale e registrarono le sei canzoni suonate al “Rhythm Lounge” su un demo, tentando per la prima volta di ottenere un contratto discografico.[11]

All’epoca Hillel Slovak e Jack Irons suonavano anche per i What Is This?, sotto contratto con la MCA Records, e perciò vi tornarono all’inizio del 1984 per la registrazione di un nuovo album. Nello stesso anno gli altri due Red Hot firmarono un contratto con la EMI,[12] ed uscì The Red Hot Chili Peppers, con Jack Sherman alla chitarra e Cliff Martinez alla batteria. Prodotto da Andy Gill dei Gang of Four, l’album non ottenne successo commerciale[1][13] e il tour non ebbe risultati migliori, soprattutto a causa di contrasti di Sherman con Kiedis e Flea. Vi furono anche screzi con il produttore Andy Gill, che voleva che il gruppo avesse sonorità più orecchiabili. Così Sherman se ne andò,[14] ed Hillel Slovak ritornò alla chitarra.

« Avevo ripreso i miei contatti con Hillel e lui mi disse che era pronto a tornare nell’ovile della band. Così, io e Anthony abbiamo cacciato quel cane di Jack Sherman »
(Flea)

George Clinton, mente principale dei Parliament e dei Funkadelic, fu ingaggiato per la produzione di Freaky Styley, uscito il 16 agosto 1985.[1][15] Grazie alla grande alchimia che si era creata tra la band e il produttore il disco risultò più convincente rispetto all’esordio, riuscendo quantomeno nell’intento di fondere in maniera coerente e lineare la miscela di funk e punk che diventò il marchio di fabbrica del gruppo. Il disco consentì, grazie al discreto successo del singolo Hollywood (Africa), di intraprendere un tour americano e poi due velocissime apparizioni nel vecchio continente: la prima in un piccolo festival tedesco, la seconda in Inghilterra. Il gruppo, trainato anche dai primissimi (seppur scarsi) successi dell’LP e da una voglia irrefrenabile di suonare, decise di tornare in sala d’incisione per dare un seguito a Freaky Styley. Intanto Cliff Martinez fu licenziato e sostituito per qualche tempo daChuck Biscuits, con cui proseguirono per un tour estivo; il primo batterista, Jack Irons, tornò nei Red Hot all’inizio del 1986. Allora cominciarono i loro problemi con l’eroina. Anthony abbandonò temporaneamente la band a causa della sua dipendenza, e poi si riunì una volta disintossicato, mentre Hillel riuscì a contenersi e a restare nel gruppo.

Il loro terzo album The Uplift Mofo Party Plan uscì il 29 settembre del 1987,[16] e fu il primo ad inserirsi nella classifica Billboard, precisamente al numero 148[17] grazie al discreto successo di Fight Like a Brave. Prodotto daMichael Beinhorn, fu l’unico registrato dalla compagine originaria del gruppo e fu promosso anche da un tour in Europa. Poco dopo il ritorno dai concerti europei, il 27 giugno 1988 Slovak fu trovato morto per overdose in un albergo di Los Angeles.[18] Colpito dalla gravità del fatto, e dichiarando apertamente di non voler entrare nei loro problemi con la droga,[19] Irons lasciò la band[1] ed iniziò a lavorare per altri gruppi come Pearl Jam ed Eleven.[20] I Red Hot rimasti ingaggiarono alla batteria D. H. Peligro (Dead Kennedys) e alla chitarra DeWayne “Blackbyrd” McKnight (Parliament, Funkadelic), per un breve periodo, perché poco tempo dopo venne scelto come chitarristaJohn Frusciante, grande fan dichiarato del gruppo e che all’epoca aveva 18 anni. Nella sua autobiografia, Anthony Kiedis disse che Blackbyrd non prese affatto bene questa scelta: “Gli comunicai la decisione con una telefonata, lui era molto arrabbiato e disse che mi avrebbe bruciato la casa. Cercai di farlo ragionare, lui accettò, ma fintanto che accettavo di vedermi bruciata la casa, fine della conversazione'”. Alla batteria invece, dopo alcune audizioni, venne scelto Chad Smith, in quanto Peligro era stato allontanato dal gruppo a causa di dissidi e problemi con la droga. A tal proposito, John Frusciante affermò: “Il problema di D.H. non era dato dal fatto che si drogasse, ma che ci avesse tenuto all’oscuro di tutti i suoi problemi; ecco, se fai una cosa del genere ti ritrovi fuori da una band in cinque minuti”.

Primi successi: Mother’s Milk, Blood Sugar Sex Magik (1989-1993)

Tornati in studio di registrazione, iniziarono ad avere discussioni con il produttore Michael Beinhorn, che voleva che John usasse riff di chitarra abrasivi e taglienti, simili a quelli dell’heavy metal.[21] Frusciante ne rimase sconfortato, ma Beinhorn decise lo stesso che i Red Hot incidessero un album più pesante e meno funk, benché sarebbero cominciati da allora i loro primi veri successi grazie all’inserimento della melodia, fino ad allora mai sperimentata dalla band.[22]

Così, nell’agosto del 1989, uscì Mother’s Milk.[23] I suoi singoli di maggior successo furono Knock Me Down, dedicato ad Hillel Slovak,[1] ed una cover di Higher Ground di Stevie Wonder. Il terzo singolo, forse meno noto, fu Taste the Pain. Il disco arrivò al numero 52 delle classifiche statunitensi, e i due singoli di lancio entrarono per la prima volta nella Modern Rock Tracks.[24]

Nel 1990 il gruppo lasciò la EMI per la Warner Bros. Records. Un anno dopo fu assunto per la produzione di un nuovo album il celebre produttore Rick Rubin, noto per aver lavorato anche con i Dickers, i Beastie Boys, gli Slayer e i Run DMC. Rubin non fu sempre soddisfatto dei risultati di lavoro, e sosteneva che i Chili Peppers avrebbero dovuto incidere in un luogo molto poco ortodosso. Così scelse “un posto sorprendente ed enorme, di rilevanza storica e in stile mediterraneo, un’imponente villa a Laurel Canyon dove lui e il gruppo avrebbero potuto addirittura convivere”.[25] Frusciante, Kiedis e Flea si isolarono, e non si mossero mai da casa durante le registrazioni; solo Smith decise di non restare, ed ogni notte se ne andava con la sua moto Harley-Davidson.[26] Come titolo per l’album fu scelto lo stesso della traccia Blood Sugar Sex Magik, anche perché Rick pensava che fosse “il miglior titolo a loro disposizione”.[27]

Dopo 6 mesi di produzione, il 24 settembre 1991 uscì Blood Sugar Sex Magik. Considerato universalmente il capolavoro dei Red Hot e uno dei migliori album della storia del rock,[28][29]l’album vendette 13 milioni di copie e per primo li rese tra i musicisti più importanti del mainstream, arrivando nel 1992 al terzo posto in classifica negli USA. Al successo del disco contribuirono soprattutto Give It Away, vincitore di un Grammy nel 1993 come Best Hard Rock Performance, e la ballata Under the Bridge, dedicata alle difficili esperienze di Anthony Kiedis con l’eroina, che contribuì ad aumentare ulteriormente la popolarità del gruppo.[30] Nel1992 la band sbarcò per la prima volta in assoluto in Italia, esibendosi il 2 marzo al Palatrussardi di Milano. Nel maggio del 1992 Frusciante, alle prese anche lui con l’eroina[31] e coinvolto in contrasti con gli altri Red Hot, lasciò il gruppo durante la tappa giapponese del loro tour. Con il sostituto Arik Marshall suonarono a Lollapalooza.[1] Nel 1993 arrivò un altro chitarrista, Jesse Tobias dei californiani Mother Tongue, poi sostituito a sua volta dall’ex Jane’s Addiction Dave Navarro. In quel periodo, Kiedis si prese una breve pausa, concedendosi una vacanza in Indonesia con un amico per esplorare le foreste del Borneo; tornato febbricitante negli USA, durante una visita medica gli venne riscontrata l’Epatite C, dovuta al contatto con le sanguisughe nelle foreste indonesiane. Tuttavia, il cantante riuscì a guarire e rimettersi in forma in breve tempo.

One Hot Minute, Californication (1994-2001)

Nel 1994 suonarono a Woodstock ’94, in cui si presentarono sul palco con tute metalliche irte di lampadine. Nonostante la buona riuscita dell’esibizione, divenne subito evidente che Dave Navarro, secondo le parole di Kiedis, difficilmente riuscisse a legare con il resto del gruppo.[32] Le differenze tra lui e i Red Hot, anche in fatto di stile musicale, emersero oltre un anno dopo con le registrazioni di One Hot Minute.

Il disco incorporava elementi classicamente funk e rock, ma si distinse anche per più influenze psichedeliche e in parte metal. Malgrado le critiche, soprattutto alla mancanza di Frusciante, il cui lavoro fu molto apprezzato nei due album precedenti, One Hot Minute vendette 5 milioni di copie e fu forte di brani come il singolo Warped e la conclusiva Transcending, canzone dedicata all’attore e vecchio amico River Phoenix, morto poco prima. Seguì un tour di circa due anni, comprendenti anche una data italiana al Forum d’Assago il 21 ottobre 1995 e un concerto in Giappone in mezzo ad un tornado, annullato dopo circa otto canzoni. Allora Kiedis riprese anche a consumare droghe, abitudine che avrebbe perso definitivamente solo nel 2000. Navarro lasciò i Red Hot nel 1997, a causa delle loro divergenze, ma anche a causa di propri problemi fisici derivati dalla tossicodipendenza.

Nel gennaio del 1998, John Frusciante fu convinto a seguire un programma di disintossicazione a Los Encinos. A febbraio si riprese ed affittò un appartamento a Silver Lake, e due mesi dopo Flea decise di visitare il chitarrista, che fu invitato a tornare nella band. Frusciante accettò prontamente e, una settimana dopo, si riunì ai Red Hot in un garage.[33][34]

« Per me è stato l’evento più importante dei nostri ultimi sei anni di carriera. Allora mi resi conto che sarebbe stata la nostra vera strada, che tutto ciò fosse accaduto quasi per magia. All’improvviso tutti avremmo potuto sentire ed ascoltare, e invece di rimanere avremmo potuto riprendere a suonare come un tempo. »
(Anthony Kiedis – Scar Tissue, pagina 399)

Nei primi mesi dell’anno, Flea effettuò un viaggio in Cambogia, cosa che diede modo a Kiedis e Frusciante di riallacciare i rapporti che si erano incrinati qualche anno prima. In questo periodo la band fece pochi concerti negli USA, in cui presentò anche alcuni pezzi del futuro album, come Parallel Universe, I Like Dirt e Get on Top.

Nel giugno del 1999 suonarono al “Kulturfabrik Kampnagel” di Amburgo per un RHCP Fan Club; fra i brani suonati vi fu anche Scar Tissue, unico pezzo del nuovo album ad essere suonato.

Dopo più di un anno di produzione insieme a Rick Rubin, l’8 giugno 1999 uscì Californication, il loro album di maggior successo commerciale con 15 milioni di copie vendute. Raggiunse solo il terzo posto delle classifiche USA,[35]ma per la prima volta entrò e rimase a lungo nelle classifiche di ogni altra parte del mondo, Europa compresa. L’album fu trainato soprattutto da Scar Tissue, vincitore di un Grammy nel 2000 come Best Rock Song, da Othersidee dalla title track.

I Red Hot partirono per un altro tour, esibendosi anche in Russia (a Mosca, sulla Piazza Rossa) presenti 350 000 spettatori ed ancora a Woodstock 1999 (più di mezzo milione di spettatori), insieme a Kid Rock, i Korn, i Limp Bizkit e i Rage Against the Machine.

A Woodstock erano presenti più di mezzo milione di spettatori. Durante la loro cover di Fire di Jimi Hendrix, l’esibizione fu interrotta da un incendio su una torre in mezzo alla folla. Tra le loro esibizioni vi è anche quella alFestivalbar 1999, dove suonarono a Verona i brani Scar Tissue e Around the World.

Nell’autunno del ’99 cominciò un nuovo tour europeo per i Peppers, che si esibirono in un’unica data italiana al Forum d’Assago, il 14 novembre. A gennaio partono invece le date giapponesi e quelle in Australia e Nuova Zelanda. Fu curioso quanto accadde al Big Day Out di Sydney: durante il concerto infatti, la band fu costretta ad interrompere la performance di Scar Tissue, in quanto si era scatenata una sorta di rissa tra la folla che durò per un abbondante quarto d’ora, nonostante i ripetuti tentativi di Anthony Kiedis di calmare il pubblico; il concerto riprese poi regolarmente.

Nel gennaio 2001 la band chiuse il tour con due date in Sudamerica suonando in Brasile al Rock in Rio e in Argentina a Buenos Aires. Tornati a casa si presero una pausa durante la quale John Frusciante ne approfittò per completare i lavori per il suo terzo album solista che venne pubblicato a metà febbraio. Gli unici impegni per quell’anno furono cinque apparizioni live europee nel mese di agosto: la band si esibì in Inghilterra a Staffordshire eChelmsford per il V2001 Festival, al Parken di Copenaghen, nei Paesi Bassi in uno show a Utrecht ed infine in Irlanda allo Slane Castle, dove aprirono il concerto degli U2 per il loro Elevation Tour. In quelle date la band cominciò anche a suonare nuovi brani, fra cui Fortune Faded, (che verrà pubblicata come singolo nel 2003 ed inclusa nella raccolta Greatest Hits) e alcuni pezzi del futuro album.

Dopo l’estate i Red Hot entrarono in studio per comporre il nuovo disco con la speranza di concluderlo entro l’anno, ma i lavori andarono a rilento e la pubblicazione venne rimandata al 2002. Per mantenere calmi i fan la Warner pubblicò il DVD Off the Map, video live relativo alla tournée del 2000 diretto da Dick Rude, che ha girato anche i video per Catholic School Girls Rule, Fight Like a Brave ed Universally Speaking.

Il 14 dicembre fecero un’apparizione in pubblico a Hollywood in occasione dello show di beneficenza Silver Lining Benefit dove si esibirono in un mini-set che fu sfruttato per presentare due nuovi pezzi: “Don’t forget me” e “Throw Away Your Television”. Con l’anno nuovo le lavorazioni si fecero più intense e tutte le canzoni vennero completate in un paio di mesi.

By the Way (2002-2005)

Il titolo del nuovo album fu annunciato ai primi di aprile, il primo singolo By The Way fu presentato il 17 maggio 2002. Immediatamente la band partì per l’Europa per promuovere l’uscita del disco e la settimana successiva Anthony & Co. si esibirono in Piazza del Plebiscito a Napoli in occasione della partecipazione a Festivalbar. Il 15 giugno suonarono all’Heineken Jammin’ Festival di Imola davanti a 100.000 spettatori; tra i diciassette brani presentati verranno proposte cinque nuove composizioni: By the Way (già in radio da qualche giorno), Universally Speaking, Can’t Stop, Throw Away Your Television e The Zephyr Song. Il tour proseguì nel vecchio continente fino alla fine di giugno.

Il 9 luglio 2002 uscì By the Way, prodotto da Rick Rubin, entrando al secondo posto in classifica negli Stati Uniti.[36] Il disco stabilisce subito un record: un album del gruppo per la prima volta è presente in sedici paesi del mondo in prima posizione (Italia compresa).

La band si inoltra in un lungo giro di concerti attraverso States, Canada, Messico, Asia e Sud America. Nel mese di novembre tornano in Giappone con una serie di sette show, per poi toccare anche Singapore e Thailandia; infine è la volta della Nuova Zelanda e un’altra serie di sette concerti nelle principali città dell’Australia. Nel frattempo il 3 dicembre viene pubblicato il secondo singolo: The Zephyr Song. L’anno viene chiuso con due show a Las Vegas.

Alla fine di gennaio 2003 il tour riparte dall’Europa con date che vengono raddoppiate quasi in ogni città: Lisbona, Madrid, Parigi, Glasgow, Londra e Rotterdam. In Italia sono cinque gli appuntamenti (due al Forum di Assago, due al Palaghiaccio di Roma e uno conclusivo a Bologna), poi le tappe continuano ancora attraverso Germania, Belgio, Svizzera, Finlandia,Norvegia e Svezia.

Can’t stop diventa terzo singolo nell’intento (riuscito) di far risalire le vendite dell’album che aveva perso un po’ di posizioni dopo essere stato per 7 mesi in testa. Tra maggio e ottobre la band affronta una serie di oltre 50 date attraverso le arene delle più importanti città degli Stati Uniti, inframezzate da diverse apparizioni a festival tra i quali il Coachella Festival, il V2003 Festival in Inghilterra, altre esibizioni in Germania e soprattutto il mega concerto del 23 di agosto ancora allo Slane Castle, questa volta però in qualità di headliner, davanti a 80.000 persone. In giugno arriva il quarto singolo solo per il mercato europeo: Universally Speaking; per non lasciare i fan americani a bocca asciutta per loro arriva Dosed. Ad un anno dalla sua uscita By The Way arriva a quota 8 milioni di copie vendute e secondo la rivista Spin i Red Hot sono al 9º posto tra i gruppi più importanti della storia; contemporaneamente Frusciante annuncia per il febbraio 2004 il suo quarto disco solista e collabora insieme al fido compagno Flea nei dischi di Mars Volta (De-Loused in the Comatorium) e di Ziggy Marley, figlio di Bob(Dragonfly).[37]

Rispetto agli altri dischi del gruppo, è meno funk e rap e contiene perlopiù ballate.[38] Dall’album furono estratti cinque singoli, la title track, The Zephyr Song, Can’t Stop, Universally Speaking e Dosed.

Ai tempi di By the Way le scelte musicali di John erano piuttosto in disarmonia con quelle di Flea, e ciò influenzò fortemente la direzione sonora dell’album. La sua maggiore impronta melodica fu dovuta all’interesse di John per uno stile chitarristico più elaborato e multiforme, ma non del tutto lontano da quello del bassista; peraltro vi furono alcuni momenti di dissapori, perché i giri di basso di Flea non piacevano molto a John né erano molto vicini alle sue scelte sonore. Così Balzary pensò di lasciare il gruppo durante la tappa USA del tour per By the Way, intenzione che però avrebbe abbandonato nel 2004, anche perché convinto dagli altri Red Hot.

Al termine del tour, che si chiude il 27 ottobre a Calgary, l’etichetta del gruppo annuncia per l’inverno l’uscita di un greatest hits e DVD dedicati ai quattro peperoncini californiani. Il 18 novembre per festeggiare i primi venti anni dalla nascita viene così dato alle stampe Greatest Hits, seconda raccolta ufficiale del gruppo accompagnata da un DVD con 16 videoclip storici della band e lo stesso giorno arriva un secondo DVD: Live at Slane Castle. In quello stesso anno Blood Sugar Sex Magik e Californication entrarono nella lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone, rispettivamente ai numeri 310 e 399.

A dicembre il manager dei Peppers annuncia una serie di concerti negli stadi per l’estate 2004, tra queste ne viene annunciata anche una allo Stadio Meazza di Milano per l’8 giugno, più date al Parc des Princes di Parigi, alla Amsterdam ArenA, al City of Manchester Stadium, al Millennium Stadium di Cardiff, ad un festival di Edimburgo e al Rock am Ring in Germania. Ma i concerti clou del tour del 2004 si svolgono all’Hyde Park di Londra; tre date, 100.000 spettatori ognuna per un totale di 300.000 spettatori. Biglietti esauriti in meno di tre ore e record d’incassi per un concerto; record ancora imbattuto di 18 milioni di dollari per un live.[39] Ne registrarono alcune performance in Live in Hyde Park, insieme ad altri due inediti, Rolling Sly Stone e Leverage of Space.[40] A luglio suonano anche all’International Stadium di Yokohama in occasione della Rock Odyssey, spettacolo al quale hanno anche partecipato Lenny Kravitze i Black Eyed Peas. Il 2005 vede la band impegnata per le registrazioni del nuovo disco ed esibirsi in pochi concerti in giro per gli States: quello più significativo si tiene a Las Vegas il 2 luglio e viene sfruttato per presentare due pezzi nuovi: C’mon Girl e Readymade. A settembre il gruppo partecipa invece al concerto tributo alle vittime dell’uragano Katrina, che a fine agosto colpì la Louisiana.

Stadium Arcadium (2006-2008)

Nel 2006 pubblicano Stadium Arcadium. In progetto originale doveva contenere 38 canzoni in tre album pubblicati a sei mesi di distanza l’uno dall’altro,[41] ma alla fine si optò per un doppio album con 28 tracce. È stato il primo disco del gruppo a debuttare al numero uno delle classifiche USA, dove è rimasto per due settimane, e di altri 26 paesi. Nella prima settimana ha venduto più di un milione di copie, di cui 442.000 solo negli Stati Uniti.[42] A lanciarlo è stato Dani California, il singolo dei Red Hot a più rapide vendite, al primo posto della Modern Rock Tracks, al sesto di Billboard e al secondo in Gran Bretagna. Finora Stadium Arcadium ha venduto oltre 7 milioni di copie.[43]

I Red Hot Chili Peppers iniziarono un altro tour biennale, per la promozione di Stadium Arcadium. Il disco venne presentato ad aprile con una serie di concerti all’interno di alcuni club europei, tra i quali La Cigale di Parigi e l’Alcatraz di Milano, quest’ultimo concerto venne registrato e poi trasmesso da MTV Italia. Il tour vero e proprio inizio’ a maggio in Europa, insieme aBen Harper. A luglio sono stati la band di cartello al Fuji Rock Festival in Giappone. A novembre hanno anche sostenuto concerti con i Mars Volta negli Stati Uniti, e due date al Mediolanum Forum di Assago, presso Milano.

Nel gennaio del 2007 anche Tell Me Baby e Snow (Hey Oh) hanno raggiunto il primo posto della Modern Rock Tracks,[44] e nello stesso periodo sono stati pubblicati altri due singoli, Hump de Bump (solo negli USA) e Desecration Smile (solo in Europa).

A febbraio i Chili Peppers hanno ricevuto quattro Grammy Awards su sei nomine ricevute: miglior album rock, miglior canzone rock, miglior produzione rock da un duo o gruppo, miglior edizione speciale per un album.[45][46]Insieme a loro, Rick Rubin è stato premiato come produttore dell’anno. Inoltre il gruppo ha vinto agli American Music Awards (miglior gruppo, miglior artista alternativo) e agli MTV Europe Music Awards (miglior album). A gennaio, la band cominciò la seconda tranche del tour nordamericano, con shows anche in Canada e Messico, mentre ad aprile fece tappa in Australia e Nuova Zelanda. Dopo un mese di pausa, il gruppo tornò sulla scena i primi di giugno, con date in Giappone e anche in Europa, dove il 28 giugno si sono esibiti per un’unica data italiana allo stadio Friuli di Udine. A luglio hanno suonato al Live Earth. In Polonia hanno sostenuto un altro concerto estivo allo Slasky Stadium, ripreso anche per la TV locale. Tra i concerti di rilievo spiccano quelli a Parigi, Monaco di Baviera, al Roskilde Festival in Danimarca e a Glasgow.

I concerti nel “vecchio continente” sono durati fino a fine agosto, quando la band chiuse ufficialmente il tour esibendosi a due festival, a Reading e a Leeds.

Il 31 dicembre è stato trasmesso un loro concerto al Green Fest Serbia.

Tra la fine del 2007 e l’inizio del nuovo anno, venne annunciata l’uscita di un doppio DVD di Chad, Eastern Rim, con varie riprese dal backstage dei concerti, un’esibizione alla Federation Square a Melbourne con John e Flea, interviste ed altro materiale inedito.

Nel maggio 2008, il cantante Anthony Kiedis ufficializzò la pausa della band. Egli infatti dichiarò che per minimo un anno i componenti si sarebbero occupati di progetti alternativi. Ad esempio Chad Smith andò in Giappone dopo essersi unito ad una band jazz.[47]

Riabbandono di Frusciante (2009)

Il 14 dicembre 2009 inaspettatamente John Frusciante annunciò la nuova uscita dalla band per “dedicarsi esclusivamente ai progetti solisti”, dichiarando che il gruppo si sarebbe messo al lavoro con il sessionman Josh Klinghoffer, che aveva già affiancato la band come secondo chitarrista durante la tournée del 2007 in Australia e in Europa. Il 7 gennaio 2010 viene annunciato ufficialmente che Klinghoffer è il nuovo chitarrista della band, a far trapelare la notizia è lo stesso chitarrista a fonti USA.

Anthony Kiedis dichiarerà in un’intervista riguardo alla scelta di Josh:

“Era l’unica scelta, e ciò non dipendeva solo dal fatto che fosse superqualificato per il ruolo, ma aveva a che fare soprattutto col fatto che fosse un amico. Una combinazione che non capita tutti i giorni, e ignorare questo sarebbe stato molto stupido”.[48]

La prima uscita ufficiale dei Red Hot Chili Peppers con la nuova formazione avvenne a Los Angeles il 29 gennaio 2010, in occasione del 2010 MusiCares Person of The Year, concerto tributo a Neil Young, dove la band si esibì con la cover del brano “A Man Needs a Maid”.[49]

I’m with You (2010-2014)

La registrazione del nuovo album è iniziata il 13 settembre 2010. L’album ha avuto per la prima volta nella loro carriera il contributo del pianoforte suonato da Flea ed è stato distribuito nell’ultima settimana di agosto 2011, come ha affermato il batterista della band Chad Smith in un’intervista rilasciata ad una TV americana.

Il 5 giugno 2011 i RHCP annunciarono tramite il loro sito ufficiale che il loro decimo album in studio, intitolato I’m with You e prodotto da Rick Rubin, sarebbe uscito il 30 agosto 2011.

Red Hot Chili Peppers are excited to announce that their new album will hit stores on August 30, 2011!! The new album is produced by Rick Rubin and is titled I’m with You. Keep checking back for more updates.

Il 18 luglio 2011 è uscito in radio e su iTunes il primo singolo estratto dall’album: The Adventures of Rain Dance Maggie, che a parola di Flea è “un brano hard pop mixato alle classiche sonorità funky della band, con una linea di basso potente ed i cori che rimandano un po’ ai Rolling Stones di Exile on Main Street e un po’ a quelli di Tattoo You“. Il singolo è stato messo però su YouTube il 15 luglio 2011 da parte di ignoti, e per circa mezza giornata è rimasto disponibile per l’ascolto, dopodiché la Warner Music ha provveduto a rimuoverlo. Il 16 luglio 2011 invece il sito web dell’emittente radiofonica “KROQ” ha lanciato il singolo in anteprima mondiale, mentre il video (ne furono prodotti due, ma il primo diretto dalla rapper Kreayshawn, poco prima di lanciarlo ufficialmente venne scartato[50]) è stato pubblicato il 18 agosto 2011.

Il 12 giugno 2011 viene resa nota la tracklist ufficiale di I’m with You (tramite il Twitter di Flea ed il sito ufficiale dei RHCP), che è composta da 14 brani. Dal 24 agosto 2011, in occasione dell’inizio delle prevendite del nuovo album, è stato possibile ascoltare tutto l’album in streaming sull’Apple iTunes Store. Il 30 agosto 2011 i Red Hot Chili Peppers si sono esibiti in un concerto live che è stato trasmesso al cinema per promuovere l’uscita di I’m with You.

I RHCP hanno intrapreso una serie di concerti nel corso dell’anno: ad agosto hanno suonato al Summer Sonic Festival in Giappone (a Osaka e a Chiba) e si sono esibiti il 9 ad Hong Kong (prima storica data in Cina), mentre l’ 11 settembre hanno cominciato il tour sudamericano, dove hanno anche preso parte al Rock in Rio a Rio de Janeiro il 24 settembre. Il 7 ottobre, i Chili Peppers hanno cominciato il loro tour europeo da Colonia, che ha toccato anche l’Italia (Torino e Milano il 10 e l’11 dicembre) e che si è poi concluso il 19 dicembre a Parigi.

Il 7 ottobre 2011 è uscito come secondo singolo Monarchy of Roses, inizialmente solo nel Regno Unito, ma successivamente anche negli Stati Uniti il 22 ottobre, per poi diffondersi nel resto del mondo (in Italia è stato fatto ascoltare nei primi di novembre). Il brano ha riscosso ottimo successo soprattutto in Canada, dove si è piazzato alla terza posizione nella prima settimana, e nella quarta in quella successiva.

L’8 novembre 2011 è uscito un doppio CD di interviste antologico chiamato The Lowdown, una biografia non autorizzata dalla band, che ripercorre la quasi trentennale carriera dei Red Hot Chili Peppers attraverso delle interviste, anche se la raccolta è stata destinata solamente al mercato inglese.

Nel gennaio 2012 è uscito come terzo singolo Look Around, mentre nello stesso mese veniva posticipato il tour nordamericano della band a fine marzo, causa un intervento chirurgico al piede di Anthony Kiedis, problema del quale il frontman soffriva da qualche anno. Il tour si è poi concluso a giugno. Il tutto mentre venivano messi in commercio altri due singoli: Did I Let You Know (solo in Brasile) e Brendan’s Death Song, canzone dedicata ad un loro amico, Brendan Mullen, scomparso due anni prima.

Il primo maggio 2012 è stato pubblicato Rock & Roll Hall of Fame Covers EP, un EP celebrativo per celebrare l’entrata dei Red Hot Chili Peppers nella Rock And Roll Hall of Fame 2012. L’EP è composto esclusivamente da cover (sia in versione studio che live) che la band ha eseguito tra il 1991 e il 2011.

Dopo tutta la primavera impegnata nelle arene degli Stati Uniti, a giugno i Chili Peppers cominciano la seconda parte del loro tour europeo che li porterà per la prima volta nella loro storia a suonare in paesi come Lituania,Croazia, Romania, Bulgaria, Libano, Turchia e Israele. Tra i loro show c’è anche l’esibizione all’Heineken Jammin’ Festival del 5 luglio 2012 che si è svolto a Rho, provincia di Milano, festival nel quale la band era headliner.

Nel giugno 2012 è stata annunciata dalla band l’uscita di nuovi singoli, registrati durante la sessione di I’m with You. Le nuove canzoni sono 17, e sono state svelate a due a due, nell’arco di 6 mesi. La prima coppia, composta daStrange Man e Long Progression, è stata lanciata il 10 agosto 2012. Nel 2013 vengono messe in rete altre canzoni quali The Sunset Sleeps, Love of Your Life, Never is a Long Time, Victorian Machinery, Pink as Floyd, Your Eyes Girl, In Love Dying, Catch My Death, How It Ends, This Is the Kitt, Brave From Afar, Hanalei, Open/Close e Magpies On Fire. L’insieme di questi singoli verrà raggruppato in una raccolta chiamata I’m with You Sessions.

Nel gennaio 2013 il tour vede un’ulteriore tranche di 7 date che riporta la band in Nuova Zelanda e Australia. A febbraio la band arriva a suonare per la prima volta in terra africana, con due date memorabili a Johannesburg eCittà del Capo. A marzo è invece la volta del Messico e del Guatemala.

Al termine dell’ I’m with You Tour nel 2013, i Red Hot hanno preso parte a vari festival estivi negli USA, tra cui l’Orion Music + More a Detroit, svoltosi a giugno, l’Outside Lands a San Francisco e il Firefly Music Festival a Dover, più due concerti ad Anchorage, prima volta assoluta per la band in Alaska. A novembre inoltre, i Peppers sono tornati in Brasile con tre date a Belo Horizonte, São Paulo e Rio de Janeiro e per la prima volta si sono esibiti inParaguay ad Asuncion.

Il 29 novembre 2013, in occasione del Record Store Day, viene pubblicato I’m Beside You, un’edizione limitata in doppio vinile che raccoglie tutte le 17 canzoni precedentemente pubblicate in singoli da 7 pollici nella raccolta I’m with You Sessions.[51]

A fine anno, la band annuncia nuove date per il 2014, tra cui un concerto al Barclays Center di Brooklyn, a New York e l’esibizione al 7107 International Music Festival che si tiene a febbraio a Pampanga, nelle Filippine, in qualità di headliner; si tratta della prima volta assoluta per la band in quel Paese. A fine marzo e nei primi di aprile invece, il gruppo torna a suonare in Sud America, con date in Argentina, Colombia e Cile e un concerto a Porto Rico per la prima volta nella loro storia; a giugno la band torna ad esibirsi in Europa con un’unica data, all’ Isle of Wight Festival nell’Isola di Wight, in Inghilterra.

Nel novembre del 2014 venne annunciato che Rick Rubin, per la prima volta dopo 23 anni, non avrebbe prodotto il prossimo disco della band.

The Getaway (2015 – presente)

Le registrazioni del nuovo disco sono iniziate nel 2015; a sostituire Rick Rubin come produttore dell’album è il musicista Danger Mouse. Ad ottobre 2015, I Red Hot Chili Peppers annunciano una serie di concerti in Europa per l’estate 2016, in occasione di alcuni festival: fra essi spiccano il Rock am Ring e il Rock im Park in Germania, il Pinkpop Festival in Olanda, il Novarock in Austria, l’Open’er Festival in Polonia e il Roskilde Festival in Danimarca, concerti in Russia e Ucraina e la partecipazione al Fuji Rock Festival.[52]

Il 2 maggio 2016, la band annuncia l’arrivo del nuovo singolo che anticipa l’uscita del nuovo album; il brano si chiama Dark Necessities e verrà lanciato in radio il 5 maggio seguente.[53]

Stile ed influenze

I Red Hot Chili Peppers si distinguono per aver sperimentato nel corso degli anni più generi, tra cui alternative rock, funk metal, pop rock e rap rock. Ciò è evidente in gran parte delle loro tecniche. Nei primi tre album s’ispirarono soprattutto a Funkadelic, Minutemen e Sly Stone, ma anche a Black Flag, Stooges, James Brown, Stevie Wonder, Jimi Hendrix, Kurtis Blow, Grandmaster Flash and the Furious Five. Poi hanno sviluppato uno stile proprio, ulteriormente diversificato dopo la loro ascesa al successo all’inizio degli anni novanta.

Lo stile di basso di Flea mescola groove funk con durezza e velocità punk, ed è ispirato da artisti come Bootsy Collins dei Parliament-Funkadelic, Kim Clarke dei Defunkt (dalla quale ha poi confessato di essersi ispirato per il giro di basso di Out in L.A., prima canzone del gruppo californiano), John Deacon dei Queen e Sid Vicious dei Sex Pistols. Flea faceva molto uso delloslap, elemento caratterizzante della musica dei Red Hot nei primi cinque album, e si è poi spostato ad uno stile più melodico ed orecchiabile ma sempre eccentrico.[54]

In più di vent’anni di carriera si sono susseguiti vari chitarristi, che però hanno avuto in comune la passione per Jimi Hendrix. Per il gruppo assunse particolare importanza Hillel Slovak, che usava riff vicini a blues, funk e punk. I sostituti e successori di Slovak hanno sempre cercato di essere più vicini possibile al suo stile. Jack Sherman s’ispirava a rock e funk, influenzato daLeslie West, Eddie Hazel e Garry Shider, mentre Dave Navarro era vicino a metal e rock psichedelico, ispirato in questo dalla sua esperienza con i Jane’s Addiction.[55] John Frusciante non solo s’ispira in buona parte a Slovak ma con i Red Hot si è cimentato anche in linee di chitarra più melodiche ed orecchiabili, oltre che in assoli particolari. Questo è particolarmente evidente nei lavori da Californication.[56] Con Stadium Arcadium Frusciante ha peraltro cambiato stile in modo abbastanza evidente, riducendo al minimo gli assoli melodiosi ed esili di By the Way e lanciandosi in alcuni virtuosismi vecchio stile.

Secondo Flea, se con Frusciante c’era un’intesa facile nel suonare, con Josh Klinghoffer c’è voluto un po’ più di tempo per trovare la giusta armonia tra entrambi: “con John ero abituato a suonare un tema e lui mi capiva al volo. Con Josh è stato diverso, era come se fluttuasse in altre dimensioni mentre suonava e noi ci chiedevamo se si sarebbe mai messo a suonare qualcosa che sapevamo fare anche noi. Ecco, non lo faceva proprio e io dovevo ripetermi di rilassarmi”.

Dei batteristi reclutati nel gruppo, se Jack Irons apportò uno stile nervoso e dinamico, Chad Smith si distingue per influenze di varia matrice citando come propri ispiratori Kiss, Led Zeppelin, Keith Moon, Mitch Mitchell, Carmine Appice, Black Sabbath, Mötley Crüe, Jimi Hendrix, Van Halen, The Who, Motown, P-Funk, Buddy Rich, John Bonham.

Anthony Kiedis è considerato uno dei cantanti più versatili della scena rock.[57] Ancora oggi, in alcune canzoni della band, si esibisce in rapping semplici e molto in linea con le ritmiche. Tuttavia dalla metà degli anni novanta usa, in modo sempre più estensivo, anche cantati più tradizionali e melodici. Spesso anche Frusciante cantava in sottofondo cori in falsetto, cosa che ha anche proseguito il suo successore, Klinghoffer.

L’improvvisazione è da sempre una costante del gruppo, e su di essa si basavano spesso le loro prime esibizioni. Molti dei più recenti assoli di John Frusciante e Flea sono improvvisati, soprattutto dal vivo. L’improvvisazione contrassegna anche le aperture e la fine dei loro concerti più recenti, e può anche essere di lunga durata, come in alcune versioni live di Give It Away, Californication ed Around the World.

Temi ed argomenti

I testi del gruppo, scritti in gran parte da Kiedis, hanno affrontato una grande varietà di argomenti. Tra questi vi sono l’amore,[58] l’amicizia,[59] l’angoscia adolescenziale,[60] il sesso e i suoi legami con la musica, tematiche politiche e sociali (specie la questione dei nativi americani),[61] il romanticismo,[62] la droga,[63][64] la solitudine,[65] la California,[66] la povertà, l’alcolismo e le riflessioni sulla morte,[67] spesso insieme a versi che sfociano nelnonsense. Ovviamente, insieme a Kiedis, anche gli altri membri del gruppo contribuiscono alla scrittura dei testi musicali.

Altre attività dei musicisti

Alle carriere di musicisti, Anthony Kiedis e Flea hanno affiancato anche quelle di attori. Infatti hanno preso parte a ruoli minori, in alcuni film girati negli ultimi decenni: Flea è comparso per la prima volta dietro le cineprese in “Suburbia“, film del 1983 dove interpretrava un punk di nome Razzle; successivamente in Ritorno al futuro – Parte II e Ritorno al futuro – Parte III nei panni di Douglas Needles, in un recente rifacimento del film Psycho, in Paura e delirio a Las Vegas, Il grande Lebowski e Belli e dannati con Keanu Reeves; Kiedis in Point Break. Nel 1994 comparvero insieme in Sesso e fuga con l’ostaggio, interpretando due ragazzi diretti ad un concerto. Nel 1986 i Red Hot Chili Peppers apparvero come ospiti nei film Trashin’ e Tough Guys, nel rifacimento del video per Sex Machine di James Brown, nel video per Who Was in My Room Last Night? dei Butthole Surfers, e con Anthony in quello per Wicked, del rapper Ice Cube.

Popolarità in altri media

Televisione

Nel 1993 i Red Hot Chili Peppers appaiono nella puntata de I Simpson, Krusty viene cacciato. I cartoni di Matt Groening hanno successivamente dedicato ai quattro anche uno speciale, i Red Hot Chili Simpson.

Il singolo Snow (Hey Oh) è stato usato come colonna sonora nell’ultima puntata dell’ottava stagione di Scrubs – Medici ai primi ferri e come colonna sonora di WrestleMania XXIV.

Cinema

Il brano Show Me Your Soul è incluso nella colonna sonora del pluripremiato film del 1990 Pretty Woman, film che ha reso famosa Julia Roberts.

I brani Soul to Squeeze e Sikamikaniko, registrati per Blood Sugar Sex Magic che però non sono inseriti nell’album, sono stati successivamente utilizzati per le colonne sonore di due film. Il primo è incluso nel film Conehead conDan Aykroyd, mentre la seconda è inclusa nel più famoso Wayne’s World – Fusi testa, interpretato da Mike Myers.

La canzone Strip My Mind dall’album Stadium Arcadium è stata inserita nella colonna sonora del film statunitense The Fighter del 2010, diretto da David O. Russell. Il film tratta la storia vera del pugile, campione di pesi leggeri nel 2000, Micky Ward.

Under the Bridge dall’album Blood Sugar Sex Magik è stata inserita nella colonna sonora del film statunitense Flight del 2012, interpretato da Denzel Washington.

Nel film Thrashin’ – Corsa al massacro del 1986 i Red Hot Chili Peppers appaiono nelle riprese eseguendo Black Eyed Blonde, brano tratto dall’album Freaky Styley del 1985.

La cover dei Red Hot della canzone Love Rollercoaster degli Ohio Players è stata inserita nella colonna sonora del film Final Destination 3 del 2006, nella scena del lettino abbronzante.

Compaiono in un piccolo cameo anche nel film Due tipi incorreggibili, con Kirk Douglas e Burt Lancaster, del 1986.

Fumetti

Nella quarta serie del manga Le bizzarre avventure di JoJo di Hiroiko Araki compare lo Stand Red Hot Chili Pepper, nome ispirato al gruppo rock statunitense.

Nella serie manga Kimi ni Todoke (Arrivare a Te) di Karuho Shiina il personaggio Ryu Sanada porta spesso un berretto con il logo dei Red Hot Chili Peppers.

Videogiochi

La canzone Dani California è stata inserita nel videogioco musicale Rock Band, mentre Suck My Kiss è stata inserita in Guitar Hero (videogioco) ed in NBA 2K15 (videogioco)

Paula Cole

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Biografia

Dopo aver partecipato come vocalist al prestigioso Secret World Live di Peter Gabriel, Paula Cole ottiene un contratto con la Image Records, con la quale nel 1994 pubblica il suo primo album Harbinger.

Nel 1996 la Cole pubblica con la Warner Bros Records il suo secondo lavoro, This Fire, ed il suo primo singolo Where Have All the Cowboys Gone ottiene un importante successo, bissato dal singolo successivo I Don’t Want to Wait, scelto come sigla di apertura del telefilm Dawson’s Creek. La cantante duetta anche con Peter Gabriel in Hush, hush, hush, una canzone che affronta il tema dell’AIDS.

Dopo una pausa per crescere la neonata figlia Sky, Paula Cole pubblica Amen, che però non ottiene il successo sperato e spinge la Warner Bros a rompere il contratto con la cantante.

Nel 2007 l’artista riesce a pubblicare un nuovo album, Courage, con l’etichetta indipendente Decca Records, la stessa con cui, tre anni dopo, pubblicherà Ithaca.